... perchè siamo una minoranza (anche se forse non così tanto piccola), ma in ogni caso abbiamo bisogno di "ritrovarci" per star bene con noi stessi e con gli altri...
venerdì 8 febbraio 2019
domenica 5 agosto 2018
Sta per uscire finalmente la traduzione del libro di Elaine Aron, in italiano! :-D
mercoledì 23 maggio 2018
Mi ha convinta! :-)
martedì 27 marzo 2018
L'arte del negoziato (Roger Fisher - William Ury - Bruce Patton)
William Ury è il cofondatore del Program on Negotiation alla Facoltà di Legge di Harvard. Laureatosi in antropologia a Yale, ha conseguito il dottorato ad Harvard, e le sue ricerche lo hanno condotto non soltanto ai tavoli delle contrattazioni o nelle sale riunioni, ma anche tra i boscimani del Kalahari e i guerrieri dei clan della Nuova Guinea.
Avevo già scritto che sto leggendo anche libri sulla negoziazione, pensando al lavoro che sto cercando di crearmi, pensando che mi piacerebbe avere sbocchi lavorativi più in ambito aziendale, e pensando che in ogni caso io sono e resto una persona hsp, e che quindi le cosiddette negoziazioni (come siamo abituati a vederle, purtroppo, in Italia) mi mettono a disagio, ma appunto la voglia di portare questi argomenti "psicologici" nelle ditte (e quindi poi, ovviamente, anche nelle vite private di chi ci lavora) è tanta, quindi, per cercare di avere qualche possibilità in più sto appunto leggendo libri sulla negoziazione, di cui non pensavo avrei parlato qui, e invece...
Nella prima parte parla del problema, e dice di non trattare da posizioni, perchè discutere su posizioni produce accordi malfatti, inefficienti, danneggia il futuro dei rapporti. E, quando le parti sono più di due, la trattativa di posizione è anche peggio.
domenica 28 maggio 2017
Troppo Sensibile (Ilse Sand)
Dopo aver lavorato per anni come pastora della Chiesa luterana, attualmente opera nell'ambito della formazione e della terapia per soggetti ipersensibili.
Ho letto questo libro in 2 giorni, appena dopo quello di Christel Petitcollin.
L'ho letto in 2 giorni, quindi ho gradito molto anche questo, ma lo definirei diverso, da quello di Christel Petitcollin, forse più simile a quello di Rolf Sellin, ma comunque diverso, forse più particolareggiato nelle descrizioni caratteriali, ma più sintetico.
Inizia raccontando la sua storia di ipersensibile, per poi passare a parlare in generale di ipersensibilità, definendoci più ricettivi e riflessivi, particolarmente esposti alle impressioni sensoriali, facilmente influenzabili dall'umore degli altri, coscienziosi, con una ricca vita interiore, con un naturale interesse per la spiritualità, e con una "strategia" diversa nella vita.
Parla di alti standard e di bassa autostima, di regole personali che non sempre ci rendiamo conto di imporci, e della paura dell'abbandono.
Spiega che è utile organizzare la vita secondo il proprio carattere, trovare lo spazio per sè, porre dei limiti, e dà consigli contro l'iperstimolazione.
Parla di come beneficiare al meglio della capacità di stabilire relazioni profonde, come ci viene spontaneo se circondati da persone che ci capiscono, e dei 4 livelli di relazione.
Passa poi a parlare di come affrontiamo la rabbia, e dà consigli da poter applicare. Parla anche di colpa e vergogna, e di problemi di coppia.
Parla poi molto brevemente di genitori ipersensibili, ma anche in quelle poche righe un genitore ipersensibile, che magari l'ha scoperto "tardi" di esserlo, perchè prima magari credeva di essere solo "sbagliato", ecco che in queste poche righe riesce a sentirsi tutto sommato un buon genitore, anche se magari non sopporta, o spesso sopporta a fatica, per poi sbottare, il gran chiasso che possono fare i bambini, a causa dell'ipersensibilità sensoriale.
Passa poi a parlare delle sofferenze psichiche, come ansia e depressione, e di eventuale psicoterapia.
Parla poi di amore per se stessi, compassione per se stessi, riconciliazione, e gioia di essere se stessi.
Spiega poi alcuni studi fatti finora sull'ipersensibilità, dallo psicologo americano Jerome Kagan e dalla psicologa americana Elaine Aron.
Conclude quindi parlando del dono che hanno gli ipersensibili, dando alcune idee di attività che potrebbero far bene agli ipersensibili e altre che magari possono invece richiedere più energie, e un test da lei ideato.
E' un libro breve, che forse avrei preferito fosse ampliato di più, ma diciamo che in breve dà tutte le informazioni che si cercano in un libro su questo argomento.
sabato 27 maggio 2017
Il potere nascosto degli ipersensibili (Christel Petitcollin)
Mi ci sono ritrovata tantissimo!
In quasi tutte le pagine mi capitava di pensare "sembra stiano parlando di me!", e mi sentivo meno "sola"!
Vi riporto una frase del libro che mi rispecchia tantissimo: "... pur avendo spesso momenti depressivi, gli iperefficienti mentali conservano tuttavia una gioia di vivere sorda, latente e potente, pronta a rinascere al minimo raggio di sole"
Cosa effettivamente successa appena dopo la lettura di questo libro!
Questo libro inizia con la storia di Camille, narrata all'autrice durante un incontro appunto tra la ragazza e l'autrice, in cui la ragazza chiedeva un aiuto. Da qui inizia a delineare i punti salienti che caratterizzano le persone ipersensibili, e lo fa in modo molto molto accurato.
Inizia parlando dell'organizzazione mentale sofisticata "per natura", e dell'allerta permanente in cui spesso ci troviamo, da ipersensibili, subissati da una miriade di stimoli visivi, uditivi, tattili e olfattivi, e inizia a definirci iperefficienti mentali.
Parla poi del fatto che a volte possiamo arrivare a sentire il desiderio di "spegnere" il nostro sistema sensoriale, che non smista automaticamente da solo gli stimoli che ci servono da quelli che ci sono inutili, ma ovviamente non si può. Possiamo solo tentare di fare uno smistamento "manuale", ma ovviamente stancante.
Parla poi di iperaffettività, e quindi dei grandi bisogni affettivi che sentiamo.
Passa poi a parlare in generale di gestione dello stress, di come funziona l'amigdala in generale (la parte del cervello che gestisce le emozioni e in particolar modo la paura), del cortisolo e adrenalina che rilascia quando sente una situazione di stress, e spiega che troppo cortisolo crea avvelenamento neuronale e troppa adrenalina porta all'arresto cardiaco, quindi il cervello, per parare il colpo crea un "cortocircuito" inviando morfina e ketamina che fanno saltare il sistema d'allarme e spengono l'amigdala, scollegando quindi le emozioni ed estraneandosi, ma lo stress ovviamente non passa e "bloccati" non si può stare meglio.
L'amigdala "bloccata" non può "spostare" le emozioni verso l'ippocampo.
Spiega quindi che le persone ipersensibili sembrano avere un'amigdala ipersensibile, quindi ogni invasione emozionale crea sconnessione mentale, mandando fuori gioco la corteccia prefrontale.
Succede tipo quando un ipersensibile è in mezzo a tante persone.
Passa poi a parlare di iperempatia e benevolenza, e dell'importanza per gli ipersensibili di stare in ambiente armonico o in alternativa del bisogno di lavorarci su per renderlo tale.
Parla dei manipolatori, che ci creano ovviamente diffidenza.
Spiega che riusciamo a capire cosa pensano gli altri, parla di iperlucidità e Sindrome di Cassandra e altre esperienze mentali e sensoriali.
Dice che sembra che abbiamo un "cablaggio neurologico" differente dagli altri, e quindi spiega le differenze tra cervello sinistro e cervello destro
Parla di iperefficienza mentale e pensiero ramificato, di bisogno di "complessità", e degli inconvenienti del pensiero ramificato (ne parla a lungo, sotto molti aspetti, dando molti spunti su cui lavorare)
Parla poi di sonno agitato, di varie forme di iperefficienza mentale e dei test sul QI.
La seconda parte inizia parlando di vuoto identitario, autostima, paura del rifiuto, strategie di adattamento, autosvalutazione e depressione, e del momento in cui subentra l'arroganza per difesa (n.d.r.: che poi è più o meno l'unica cosa che dall'esterno viene ricordata, e su cui viene creato un pregiudizio molto difficile da scansare), arroganza che poi crea nell'ipersensibile dubbi e insicurezza.
Parla anche di imitazione, di infanzia e falso sè e quindi della "Sala VIP" (nel libro scoprirete cos'è) e di "sindrome del costume da bagno" (anticamera del burnout).
Parla di idealismo, di sete di assoluto nella scala dei valori e di pecche nel sistema valori, di relazionalità difficile, di dipendenza psicologica, di manipolatori e di intelligenza scomoda.
Passa poi a parlare dei normopensanti, di neurologia e mondo affettivo secondo la mentalità dell'emisfero sinistro.
Parla a lungo di come è vivere sotto il giudizio dei normopensanti, e definisce gli ipersensibili dei diapason (nel libro scoprirete il perchè).
Nella terza parte parla di come vivere bene con la propria iperefficienza, e delle fasi che solitamente si vivono, e cioè lo choc della rivelazione, il sollievo, le montagne russe, la negazione, la rabbia, la contrattazione, la depressione e l'accettazione.
Dice che ovviamente l'ufficio reclami è chiuso per sempre e quindi possiamo solo riordinare e organizzare i nostri pensieri, quindi parla di mappe mentali e livelli logici (ambiente, comportamento, capacità, valori, identità).
Parla poi di restaurare la propria integrità, riacquistare l'autostima, rinunciare alla perfezione, riconoscere i propri successi, valorizzare l'immagine di sè e coltivare l'amore di sè.
Spiega che per ottimizzare il funzionamento del cervello dobbiamo vivere in leggero "surmenage", cercando però il giusto livello, per non finire in burnout.
Parla quindi dei 5 bisogni fondamentali del cervello destro, di come vivere bene l'iperefficienza in società, di addomesticare la solitudine, di come gestire le critiche e curare la ferita del rifiuto... e altro... che scoprirete se leggerete questo fantastico libro!
Sì, fantastico!
Per gli ipersensibili è davvero fantastico!
Molto molto coinvolgente, e che fa sentire compresi pagina dopo pagina!
Direi che dà una sferzata di autostima molto potente!
Mi rendo conto però che se lo stesso libro viene letto da un "normopensante", come viene definito nel libro, può risultare un po' "antipatico" leggerlo, ma se il "normopensante" lo legge perchè ha a cuore una persona ipersensibile, spero che capisca che magari in questo frangente si sente "diverso" lui, ma che in tutto il resto della vita solitamente è l'ipersensibile a sentirsi così, e magari (magari) se prova a immaginare com'è vivere amplificando quella sensazione a tutti i giorni della propria vita, e a tutti i contesti sociali, magari forse si potrebbe arrivare ad una società più empatica...
Lo spererei...
lunedì 22 maggio 2017
Le persone sensibili hanno una marcia in più (Rolf Sellin)
Ha fondato a Stoccarda l'HSP (Highly Sensitive Persons) Institut, dove propone seminari incentrati sulle tecniche e i metodi da lui stesso elaborati per gestire al meglio l'ipersensibilità e dove offre consulenza individuale.
venerdì 5 maggio 2017
ConosciamoCI meglio!
Poi è stato il momento dei primi amori, del matrimonio, poi dei figli, e questa attrattiva si era assopita.
L'estate scorsa, a Ferragosto, nel giardino dei miei suoceri, finchè leggevo non ricordo cosa, forse un testo per imparare lo spagnolo in 30 giorni, ho sentito quella che da anni chiamo "la mia vocina" (una voce interna che ogni tanto, dai 19 anni in poi, sembra dirmi qualcosa per aiutarmi nella vita, cercando di pararmi qualche colpo al solito), che mi diceva "leggi qualcosa di psicologia!", e da lì ho ricominciato a leggere libri sull'ipersensibilità e psicologia in generale.
Voglio segnalarveli, ricordando che, ovviamente, daranno un risultato vero solo se si risponde con sincerità, con autenticità.
Si tratta dei test sull'indicatore MBTI (Myers Briggs Type Indicator), studiato da Katharine Cook Briggs e da sua figlia Isabel Briggs Myers durante la seconda guerra mondiale.
Con questo indicatore hanno "ricavato" 16 tipologie di personalità. Ma ovviamente all'interno di ogni tipologia ci sono comunque varie "sfumature", e, a seconda della nostra età, anche queste sfumature cambieranno (stando sempre all'interno del tipo di base), in funzione delle nostre esperienze e di come ci rapportiamo ad esse.
"Il tipo S è una persona che è prevalentemente condizionata dalle informazioni acquisite attraverso i cinque sensi.", avevo letto su quest'altro sito https://www.psyjob.it/16-tipi-psicologici-di-personalita.htm "chi appartiene al tipo S ama scoprire la vera natura dei fatti di una determinata situazione e trae piacere dal raggiungimento delle soluzioni. Anche l’intuitivo (N) acquisisce le informazioni attraverso i cinque sensi, ma preferisce andare oltre l’immediatezza dei dati sensoriali utilizzando le possibilità dall’immaginazione. I tipi intuitivi sono particolarmente capaci nei ragionamenti teorici e nella visione globale delle cose, mentre i tipi S sono più affidabili nell’acquisizione delle informazioni."
E sinceramente ci sta.
- Dominante: Sensazione introversa (Si)
- Secondaria: Sentimento estroverso (Fe)
- Terziaria: Pensiero introverso (Ti)
- Repressa: Intuizione estroversa (Ne)
- Dominante: Intuizione introversa (Ni)
- Secondaria: Sentimento estroverso (Fe)
- Terziaria: Pensiero introverso (Ti)
- Repressa: Sensazione estroversa (Se)
(Scusate l'impaginazione ogni tanto sbagliata nelle interlinee, ma facendo copia-incolla a volte blogger sfalsa l'interlinea e non ne vuole sapere di farla come dico io... mi spiace...)
La sfida per i tipi ISFJ è assicurarsi che quello che fanno sia notato. Hanno la tendenza a sottovalutare le loro realizzazioni (ndr: qualche anno fa...), e mentre la loro gentilezza è spesso rispettata (ndr: solitamente nel mio caso non molto...), le persone più ciniche ed egoiste probabilmente approfittano della dedizione e umiltà degli ISFJ affidando a loro il lavoro e poi prendendosi il merito. Gli ISFJ devono sapere quando dire di no e difendersi, se vogliono mantenere la loro fiducia ed entusiasmo.
Naturalmente socievoli, una qualità strana per gli Introversi, i tipi ISFJ utilizzano la loro ottima memoria non per conservare dati e curiosità, ma per ricordare persone e dettagli sulle loro vite. Quando si tratta di fare dei regali, i tipi ISFJ non hanno eguali, con la loro immaginazione e la sensibilità naturale esprimono la loro generosità in modi che toccano il cuore dei destinatari (ndr: nel mio caso solo finchè non vedo che se ne approfittano...). Mentre questo è certamente vero con i loro collaboratori, dato che le persone con il tipo di personalità ISFJ spesso li considerano i loro amici personali, è in famiglia che le loro espressioni di affetto fioriscono completamente.
Se Posso Proteggerti Lo Farò
Agli ISFJ piace sapere cosa aspettarsi dal futuro. Vogliono conoscere “il piano” e non apprezzano le sorprese. Trovano che l’incertezza e l’ambiguità siano destabilizzanti. Sono estremamente leali, ligi al dovere e responsabili, ammirati per la loro perseveranza e la loro devozione (ndr: spesso vengo definita testarda più che perseverante...), e con i piedi ben saldi per terra. È molto importante per loro essere un esempio rispetto a ciò che dicono, oltre che a tenersi ben stretti i loro ideali e le loro convinzioni.
È per questo che gli ISFJ apprezzano la carriera nell’insegnamento, sia per il piacere che mettono nei rapporti umani che per l’interesse intellettuale che generalmente possiedono, nonostante a loro piaccia applicare ciò che imparano. La differenza principale, rispetto alla loro controparte estroversa, sta nell’intensità delle relazioni: gli ISFJ sono tendenzialmente più cauti e timorosi, tendono a non aprirsi subito e a misurare il grado di coinvolgimento in una relazione.
La Sensazione Introversa è la funzione dominante degli ISFJ. Gli ISFJ non ricercano continuamente nuove sensazioni, nuove esperienze o nuovi beni materiali. Preferiscono di gran lunga una vita routinaria e prevedibile, che fornisce loro sicurezza e tranquillità.
Si (sensazione introversa) è anche la funzione che riguarda la conservazione e la tradizione, entità sentite dagli ISFJ come costituenti del loro modo d’essere. Sono profondamente convinti delle informazioni e delle esperienze che fanno. Raramente un ISFJ si sentirà a suo agio nell’infrangere una regola, o nel deviare da un modo di fare prestabilito: se non sentono intimamente la necessità di cambiare un modo di fare, che sia personale o che sia una formalità, allora non lo cambiano.
Preferiscono di gran lunga sapere cosa aspettarsi, conoscere i piani nei minimi particolari. Gli ISFJ, a volte, sono spesso percepiti come chiusi mentalmente, testardi, o comunque sicuri delle loro idee in maniera rigida. Ciò, naturalmente, non rende gli ISFJ dei cocciuti ignoranti e babbei: semplicemente, sono molto convinti delle proprie posizioni. La funzione Si (sensazione introversa), inoltre, ricevendo le esperienze esattamente per come sono, contribuisce a creare una salda memoria, in grado talvolta di ricordare anche molti dettagli.
Poiché si tratta di una funzione percettiva, gli ISFJ sono meno inclini ad essere degli attivisti in prima persona rispetto a ciò che professano, studiano o credono; preferiscono spendere del tempo a riflettere, specie sui fatti del passato e sulle convenzioni. Molti ISFJ si prodigano in servizi o studi religiosi, attività in genere molto consone alla loro Si (sensazione introversa) dominante. Ad ogni modo, non significa che ogni ISFJ sia un fervente religioso: semplicemente, l’attività religiosa, di qualsiasi forma e natura, spesso è vista come “tradizionale e convenzionale”, ed è spesso praticata da questo Tipo.
Un’altra caratteristica centrale della funzione Si (sensazione introversa) è la coscienza del proprio corpo. Gli ISFJ sono perfettamente certi del funzionamento del proprio fisico, di ciò che necessita per essere soddisfatto e che segnali manda quando è turbato. Gli ISFJ sono molto acuti rispetto agli stimoli sensoriali, che siano tattili, visivi, di gusto eccetera, e talvolta anche ipersensibili alle stimolazioni eccessive (luci forti, calore intenso). Gli ISFJ possono sentirsi molto più irritati rispetto agli altri Tipi se non si sentono fisicamente a loro agio, se sono malati, affamati o insonni. Anche sensazioni normali possono essere molto amplificate, facendole mostrare quasi come segni di malattia (e ciò può condurre all’ipocondria). Questa ipersensibilità conduce gli ISFJ a curare moltissimo l’ambiente di casa, per renderlo il più accogliente e adeguato possibile alle loro esigenze.
Gli ISFJ sono spesso considerati come conservatori (la gran parte delle persone di questo Tipo non cambia quasi mai opinione politica o religiosa, in virtù di quanto detto), ma non bisognerebbe definirli tali, siccome hanno semplicemente una forte sicurezza di ciò che apprendono tramite l’esperienza. Gli ISFJ, inoltre, insieme agli ISTJ, ci ricordano su quali passi siamo già passati, tracciano gli errori del passato e ci aiutano a non ripeterli. Ciò potrebbe sembrare molto limitativo, specie per gli N (intuizione) dominanti (ma forse sono questi ultimi ad avere la testa troppo tra le nuvole…) - (ndr: gli N dominanti dovrebbero essere tipo gli INFJ, cioè l'altra tipologia che risulta nei miei test...)
Funzione ausiliaria: il Sentimento Estroverso (Fe):
Gli ISFJ sono emotivi e si interessano molto degli altri;
Sono molto empatici, e si interessano delle emozioni altrui, a volte provando sulla propria pelle ciò che gli altri provano. Nonostante questo, hanno molta difficoltà a comprendere le loro emozioni (ndr: qualche anno fa...), perché il sentimento è appunto estroverso, rivolto all’esterno. Così, quando hanno dei problemi, spesso cercano supporto e guida dagli altri (ndr: magari tramite libri e video...). Esprimersi tramite il sentimento è importante per la loro salute fisica e psicologica: si sentono meglio dopo aver espresso i loro sentimenti a qualcuno, tramite parole o anche piangendo. Questo, prima ancora di un aiuto concreto, è molto importante per gli ISFJ: prima lo sfogo, poi la soluzione.
Inoltre, la funzione ausiliaria è fondamentale per la loro naturale inclinazione all’insegnamento: la funzione dominante (Si sensazione introversa) dà loro la convinzione e l’organizzazione per trovare i metodi di fare le cose, nonché le nozioni e i dettagli da illustrare, mentre il sentimento estroverso (Fe) riesce ad esprimere il tutto in modo chiaro e socialmente accettabile.
Questa funzione, infine, è dedita alla formulazione di giudizi, pensieri ed opinioni, che generalmente sono felici di condividere.
Funzione terziaria: il Pensiero Introverso (Ti)
Gli ISFJ utilizzano il Pensiero Introverso principalmente per rifinire e migliorare i giudizi affermati con la funzione ausiliaria (Fe sentimento estroverso). Questo poiché Ti (pensiero introverso) inserisce quell’elemento di logica e scetticismo che manca nella prima parte dell’evoluzione. Generalmente, siccome la combinazione Si-Fe (sensazione introversa e sentimento estroverso) fornisce abbastanza certezza rispetto alle proprie scelte e convinzioni, non tutti gli ISFJ sviluppano questa funzione. Crescendo, tuttavia, imparano ad apprezzare il valore del pensiero logico, nonché il contributo che esso apporta interiormente, soprattutto nell’analisi e nell’indagine dei propri ricordi e convinzioni (gestiti dalla funzione dominante Si sensazione introversa). Quest’analisi, tuttavia, non sempre giunge al termine o si concretizza in qualcosa, poiché Ti (pensiero introverso) è appunto la funzione terziaria, meno usata delle prime due, e più difficile da comprendere.
Essendo una funzione introversa, raramente gli ISFJ mostrano il loro lato analitico e strettamente logico. Inoltre, avendo solo una parziale presa sul proprio mondo interiore, gli ISFJ cercano di ottenerlo perlopiù esteriormente tramite Fe (sentimento estroverso), sperando inconsciamente di compensare l’insicurezza. Perlopiù, comunque, Ti (pensiero introverso) si occupa di integrare e poco di ostacolare. Accade che si manifesti, tuttavia, quando gli ISFJ si sentono attaccati o minacciati nella loro interiorità: in quel caso, l’apporto di Ti (pensiero introverso) diventa necessario per costruire una difensiva strutturata e solida alle accuse, e talvolta può condurre ad un Loop.
Loop
Il Loop consiste nell’inversione delle funzioni centrali, l’ausiliaria e la terziaria, inversione che si presenta costantemente o solo in particolari situazioni. Cosa significa? Normalmente, ci sono una funzione estroversa e una introversa tra le prime due funzioni (Dominante e Ausiliaria) così come nelle ultime due (Terziaria e Repressa). In un Loop, questo equilibrio si spezza, portando ambedue le funzioni estroverse per i Tipi Estroversi in cima, ed ambedue le funzioni introverse per gli Introversi. Nel caso del Tipo ISFJ, il Loop consiste nello scavalcamento della Ti (pensiero introverso) sulla Fe (sentimento estroverso), accostando Si/Ti (sensazione introversa e pensiero introverso). Il Loop degli ISFJ e le sue conseguenze è in gran parte condiviso con il Tipo INTP.
I tentativi che compiono, inoltre, risultano spesso goffi, e i fallimenti vengono vissuti come delle apocalissi. Un tipico schema mentale si racchiude in questa frase: “Ricordi come ti sei sentito l’ultima volta che hai provato a farti accettare? Non riesci a comprendere logicamente i rituali sociali, in passato così come adesso”, impedendo loro di provare qualsiasi cosa di nuovo. Questo atteggiamento è definito anche come Disturbo Schizotipico di Personalità.
La tendenza principale di questo Loop è l’isolamento, il rimuginare sui propri pensieri, il continuare a rimanere dentro un riccio senza arrischiarsi ad uscire, circondati da paure spesso infondate o ingigantite. Le idee che conducono a questi pensieri negativi sono spesso rigide, fisse, e restìe a cedere il passo a qualsiasi innovazione. Se riusciranno a tentare nuovi approcci e avere il coraggio di aprirsi al mondo, soprattutto con persone fidate, riscopriranno la loro naturale tendenza al buon cuore ed al vissuto interpersonale.
Funzione inferiore/repressa: l’Intuizione Estroversa (Ne)
Per la propria crescita personale, è fondamentale che gli ISFJ tengano conto della loro funzione inferiore, l’Intuizione Estroversa. Come tutti i Tipi, gli ISFJ potrebbero sentirsi accecati dalla forza con cui la funzione repressa si esprime nel conscio ed influenza le proprie decisioni, nonostante esse rimangano in gran parte inspiegate.
Questa funzione si occupa di generare e connettere le idee, di fare brainstorming, di cercare nuove teorie, di esplorare varie opzioni e possibilità. Siccome questa ricerca viene compiuta praticamente ovunque, è decisamente imprevedibile e molto dispersiva e destabilizzante. Inoltre, connettere insieme eventi separati risulta faticoso per gli ISFJ: difficilmente vedono il grande quadro complessivo, poiché si concentrano molto sui singoli dettagli. Questa funzione si esprime attraverso una sorta di “obiettivo ideale” pensato per la propria crescita personale, come se questo, alla fine, promettesse il bilanciamento interiore e la completezza.
Un altro modo tipico è tramite la lettura di testi impegnativi, un’attività che permette di assorbire nuovi concetti, idee e teorie. Gli ISFJ potrebbero, dunque, leggere avidamente molti libri o riviste: ma siccome la Ne (intuizione estroversa) è una funzione repressa, inconscia, quest’attività risulterà molto stancante, essendo gli ISFJ per niente abituati né affini a letture pesanti, lunghe e complicate, nonostante i loro generali interessi intellettuali.
Gli ISFJ usano questa funzione anche per innovare il loro modo di approcciarsi agli altri (Fe sentimento estroverso), innovando la calorosità che caratterizza il loro modo di esprimersi. Oppure, si manifesta ricercando nuovi modi di vedere il mondo; le ISFJ donna, in particolare, apprezzano moltissimo la compagnia dei bambini (ndr: mi piace se sono calmi, essendo io anche ipersensibile agli stimoli), in quanto permettono loro di osservare le cose in maniera innocente, essenziale, che viene percepita come pura e meravigliosa.
L’esplorazione della funzione inferiore avviene tramite l’utilizzo della funzione dominante: di conseguenza, gli ISFJ faranno esperienza dell’ebbrezza di cercare cose nuove tramite le linee guida della dominante Si (sensazione introversa). In altre parole, sono aperti a cercare nuove idee e interpretazioni, ma con il limite determinato dall’esperienza personale, dalla propria visione del mondo, e dalla necessità di integrare la novità con la sicurezza. Di conseguenza, gli ISFJ potrebbero sembrare aperti e curiosi per certe cose, ma decisamente chiusi e remissivi rispetto a ciò che potrebbe destabilizzare il loro modo di vivere.
Integrando la Ne (intuizione estroversa), gli ISFJ impareranno ad accettare chi la pensa diversamente da loro, anche se questa visione è totalmente opposta. Ciò potrebbe condurre, in ultima analisi, a trovare il coraggio di rivedere anche la loro personale visione del mondo, correggerla e migliorarla.
Gli ISFJ più mentalmente aperti capiranno che chiudersi in se stessi e nelle proprie convinzioni, agendo in maniera paranoica e protezionista, non li aiuterà di certo a conseguire la pace e la tranquillità che cercano. È assolutamente fondamentale, infatti, che sappiano trovare un equilibrio tra ciò che hanno sperimentato ed imparato, e che fonda il loro modo di essere e vivere (Si sensazione introversa), con le novità e le aperture, ed anche i misteri e le ambiguità, che assicurano curiosità e voglia di cercare (Ne intuizione estroversa).
In questa fase iniziale, gli ISFJ assorbiranno, integreranno e rifletteranno su tutto ciò che accade loro intorno, sulle loro esperienze e su ciò che imparano. In molti casi, raccoglieranno una serie di ricordi e fatti che fonderanno la loro futura visione del mondo.
Durante questa fase, gli ISFJ potrebbero persino mostrare la loro capacità interpersonale, che si manifesterà come polo ulteriore per la navigazione iniziale nel mondo.
Fase 2 (20 anni – 30 anni)
Una volta sviluppato adeguatamente le loro capacità coscienti, inizieranno a manifestarsi le funzioni inferiori. Questo porterà a confusioni e insicurezze, sino a quando un equilibrio adeguato non venga raggiunto.
Fase 3 (30 anni, 40 e oltre)
Se tutto procede adeguatamente e se sono abbastanza fortunati da entrare nella Fase III, gli ISFJ si renderanno sempre più conto dei modi in cui la propria funzione inferiore (Ne intuizione estroversa) si manifesta, garantendo una stabile e duratura sensazione di pace e completezza.
Possibile "monologo"
Sembra talmente ovvio che mi pare stupido doverlo dire, ma le cose vanno più agevolmente, con equilibrio, se sai esattamente cosa stai facendo. Non c’è niente come avere la tua mappa personale, privata si come fare le cose – più studio e lavoro nelle aree a cui sono interessato, più sviluppo l’abilità di connettere le mie esperienze a tutto il resto che ho fatto, e il processo cresce e cresce. Non è neanche mia intenzione fare in modo che sia così – semplicemente so cosa mi piace, cosa mi mette a mio agio e cosa no, e so che più pianifico la mia vita in modo da occuparmi del lavoro in aree in cui ho confidenza, e più facilmente avrò successo e più le informazioni e le abilità che avrò saranno in profondità e specializzate. Penso che una delle mie forze maggiori sia che so in cosa sono bravo e, soprattutto, in cosa non sono bravo, e ho il buon senso di sapere quando evitare queste ultime. Non capisco perché la gente insista azzardatamente a cimentarsi in cose in cui non hanno la minima idea di come comportarsi. Che senso ha? Se non sai cosa stai facendo, sei destinato al fallimento!
Attitudini
Dentista, Infermiera, Logopedista, veterinario, insegnante della scuola dell’infanzia o elementare, amministratore scolastico, counselor, assistente sociale, biologo, ricercatore medico, libraio.
Curiosità
- Nei test di personalità, emergono tratti come: conservatore, convenzionale, accorto, riservato.
- Tra i piú inclini a credere in un potere spirituale superiore.
- Piú incline della media a soffrire di dolore cronico, specie di problemi cardiocircolatori.
- Molto diffuso tra gli insegnanti.
Piú incline di altri tipi a guardare la televisione piú di tre ore al giorno.- I valori personali includono la famiglia, la salute e la spiritualità.
- Tra i tipi con il piú basso reddito.
- Trovati comunemente in carriere relative all’educazione, la salute e la religione.
Gli ISFJ da bambini sono...
- Sono seri, gentili e quieti, anche da molto piccoli.
Si legheranno fortemente ad entrambi i genitori.Esprimeranno facilmente i loro sentimenti.- Adorano essere abbracciati, farsi rimboccare le coperte, accoccolarsi e farsi coccolare.
- Potrebbero rendersi facilmente conto di quando necessitano di mangiare e dormire.
- Cresceranno sani se avranno un orario programmato, e saranno in disappunto se non ci sarà… necessitano di una struttura e di una routine.
- Si sentiranno sicuri in casa, e molto insicuri fuori.
- Molto onesti, e vorrebbero che gli altri lo fossero con loro.
- Quasi sicuramente vorrano aiutare altri bambini.
- Saranno scettici, e impauriti dalle situazioni nuove.
- Impiegheranno molto tempo per abituarsi a nuovi ambienti. Continui cambiamenti d’abitazione potrebbero destabilizzarli.
- Crescendo, necessiteranno di tempo per inserirsi in attività sociali. Non si sentono a loro agio quando sono forzati e sospinti. Desiderano osservare un’attività prima di parteciparvi.
- Non avranno troppi problemi con la scuola elementare, struttura che sembra fatta apposta per loro poiché include l’ordine, le lezioni e la routine.
Preferiscono studiare una cosa alla volta. Più “ci mettono le mani”, meglio è. Però, maggiormente una materia sarà teorica, di meno sarà apprezzata.- Una volta conosciuta una persona, sono sensibili, amichevoli e gentili. Spesso sono turbati da chi non si comporta così.
- Svilupperanno la percezione di colori, profumi, gusti, immagini, più approfonditamente rispetto agli altri.
- Gli piacerà avere amici, pur non avendo una grande rete d’amicizie. Solo un paio saranno amici stretti.
Potrebbero apprezzare il collezionismo, e andare d’accordo con gli animali.- Potrebbero impegnarsi in lavori part-time durante la scuola superiore o l’università, poiché avere un patrimonio personale sarà visto come un modo per sentirsi responsabili.
- Crescendo, vorranno una stanza e una casa ordinate, non rifiuteranno le responsabilità e potrebbero essere molto tradizionalisti.
Consigli per i genitori di figli ISFJ
- Gli piace molto sedersi accanto a mamma o papà, stringere loro le mani e rimanere abbracciati. Non ignorate assolutamente questi fatti. (ecco...)
- Abbracciateli spesso, e coccolateli. (ariecco...)
- Leggete loro qualcosa, cantate, parlate e massaggiateli. Insomma, date loro molte attenzioni! (eh...)
- Se sbagliano, non opprimeteli; date loro il tempo di aggiustare e rifare le cose da zero.
- Non alzate mai la voce, nemmeno quando litigate. Usate un tono pacato e dolce. (già...)
- Assicurate molto spesso la vostra vicinanza e confidenza. (eh...)
- Enfatizzate l’importanza delle regole e dell’onestà.
- Elogiateli e premiateli responsabilmente. (eh...)
- Non sorprendetevi se staranno bene da soli, e si sentiranno molto insicuri se sospinti ad intraprendere attività esterne: sono pur sempre degli introversi.
- Durante l’adolescenza, sentiranno la necessità di un loro spazio e di un’indipendenza più dei loro coetanei. Siate pronti a fornirglieli. (ecco...)
- Se ci sarà qualcosa di nuovo nelle vostre case o nelle vostre vite, spiegate loro nei dettagli cos’è e come funzionerà.
- Permettetegli di esprimersi a modo loro circa le loro emozioni e sensazioni.
Anche se non serve ad una soluzione immediata, si sentono meglio dopo aver espresso i loro sentimenti, tramite parole o lacrime. È molto importante per i compagni o amici degli INFJ riconoscerlo. Gli INFJ spesso non si aspettano che gli altri risolvano i loro problemi, ma semplicemente che offrano supporto, empatia, rassicurazione. Senza questo, gli INFJ si sentono isolati e depressi, fuggendo nel loro mondo interiore e fantastico.
Fase 1 (adolescenza – 20 anni)
Fase 2 (dai 20 anni in poi)
Iniziano ad incorporare anche la terza e la quarta funzione, il che gli dà una maggiore apertura mentale. I giudizi della Fe (sentimento estroverso) vengono temperati e rifiniti dalla logica Ti (pensiero introverso). Poi imparano a prendere la vita per come arriva, attenuando il loro bisogno di pianificare e controllare il futuro. Andando avanti con l’età appaiono piú aperti, flessibili e rilassati.
Possibile "monologo"
Mi piacciono i sogni, i sogni sulla vita: mi piace osservarli, viverli tutti, guardarli da varie prospettive. Il vero mondo è dentro la mia testa. L’immaginazione è il ponte verso il mondo – se puoi immaginare qualcosa, allora esiste. La difficoltà sta nel tenere a bada il mio mondo interiore abbastanza da vivere nell’altro, quello “reale”. Voglio dire, se ci pensi, non abbiamo prove che io, o tu, o chiunque altro esista veramente. Esiste qualcosa di realmente “vero” nel senso definitivo del termine? Oppure ciò che consideriamo la “Verità” non è che uno dei tanti modi di vedere, vivere le cose, senza una validità superiore a qualsiasi altra cosa? Cerco di non prendere nessuna definizione di “vero” troppo seriamente, perché perderei l’abilità di considerare anche il resto.
Attitudini
Scrittura, arte, eventi culturali, lettura, socializzazione in piccoli ambienti intimi, suonare e ascoltare musica.
Libraio, curatore, traduttore, editore, designer grafico, psicologo, counselor, assistente sociale, logopedista, fisioterapeuta, educatore alla salute, ingegnere biomedico.
- Nei test di personalità i tratti emergenti sono: sincero, empatico, modesto, sottomesso, accomodante, riservato e paziente.
- Il tipo piú raro tra gli uomini.
- Tra i piú inclini a frequentare l’università.
- Tra i piú inclini a rivolgersi ad un terapista per stress.
- Il tipo piú insoddisfatto dal matrimonio.
- I valori personali includono spiritualità, crescita e carità.
- Trovato comunemente in carriere religiose, di insegnamento, nelle arti e nel counseling.
Gli INFJ da bambini sono...
- Sono molto pensierosi e riservati.
- Teneri, sorridenti, felici… a casa; fuori casa sono calmi e seri.
- Passano moltissimo tempo nella loro mente… hanno una grandissima fantasia e immaginazione.
- Sono estremamente sintonizzati sullo stato emotivo della famiglia: non litigate di fronte a loro.
- Sono tranquilli, obbedienti, gentili, pazienti.
- Sono talmente tanto assorbiti dalle loro menti da avere difficoltà nelle attività fisiche e sportive. Non mettete loro pressione.
- Sono interessati alla musica e le storie fantastiche.
- A scuola amano imparare, leggere, le storie, i miti; sono molto creativi.
- Molto facilmente eccelleranno nella scrittura, la musica, il disegno o una qualche altra forma di espressione artistica.
- Sono molto, molto testardi quando hanno in testa un’idea.
- Evitano attività di gruppo in cui non conoscono molto bene ognuno dei partecipanti.
- Hanno bisogno di tempo per stare da soli.
- Hanno una marcata tendenza al perfezionismo e questo può dar loro difficoltà ad agire nel mondo.
Consigli per i genitori di figli INFJ
- Abbiate presente il loro bisogno di tempo da soli per pensare, giocare, sognare.
- Lasciategli la possibilità di guardare qualcosa prima di partecipare.
- Parlate privatamente e pacificamente quando dovete discutere o correggere il loro comportamento. (ecco...)
- Non alzate la voce; chiedete scusa in fretta se succede. (eh...)
- Ascoltate le loro idee. (già...)
- Fornite una grande varietà di materiale creativo che incoraggia l’esplorazione libera. (ecco...)
- Date loro affetto e contatto fisico; esprimete il vostro amore in tanti piccoli modi, anche simbolici. (eh...)
- Incoraggiateli ad esprimere i sentimenti a parole, o disegnando. (già...)
- Ascoltate e riformulate i loro sentimenti per aiutarli a capire meglio; possibilmente conversazioni uno a uno, senza altri ascoltatori. (ecco...)
- Aiutateli a vedere che la vita è positiva e divertente. (eh...)
- Rispettate la loro privacy.
- Coinvolgeteli nelle decisioni.
- Non interrompeteli bruscamente se stanno parlando.
- Non insistete troppo sul fatto che hanno la testa fra le nuvole; ci pensa già il resto del mondo a ripeterglielo in continuazione. Trovate piuttosto piccoli modi concreti per riportarli coi piedi per terra quando esagerano.
L’altra faccia della medaglia di Fe (sentimento estroverso) è che dipende dal giudizio degli altri a cui ci si sente emozionalmente connessi. Il senso dei principi personali arriva dunque da Ti (pensiero introverso): quando tutto il resto fallisce e non si può ricavare una conclusione significativa con Ni/Fe (intuizione introversa e sentimento estroverso), l’INFJ tornerà dentro se stesso e ascolterà ciò che la sua coscienza gli dice essere intrinsecamente coerente, giusto, razionale. Questa scelta fornisce un senso di conclusione definita e completa all’INFJ. Si ritorna agli assiomi base di ciò che sappiamo per certo: Penso, dunque sono. Quando la morale attorno a noi è diventata troppo contorta o compromessa per essere degna di fiducia, Ti lavora per fornire una logica personale che può essere applicata indipendentemente dai contesti.
Ci dà qualcosa che possiamo sapere “di sicuro” perché sembra intrinsecamente corretto e coerente di per sé.
Quando l’INFJ viene sommerso da troppe possibili interpretazioni di un problema, o non riesce a trovare nelle persone attorno a lui una guida valida, passa a Ti (pensiero introverso) per decidere cosa è in ultima istanza ragionevole e importante per lui. Da questo deriva convinzioni personali e trova un modo di fare giudizi privati, senza sentire che sta negando l’opinione vitale della sua comunità e bloccandosi ad una interpretazione limitata.
Il loop in cui Ti (pensiero introverso) prende il sopravvento su Fe (sentimento estroverso) è brutalmente antisociale e rende totalmente incapaci su come relazionarsi al resto dell’umanità. Diventa una “voragine molto profonda in cui è facile perdersi e da cui non si torna piú indietro“.
Ci sono conseguenze anche peggiori: l’INFJ potrebbe mostrare pochi segni esteriori di emozioni ed essere visto come disinteressato, antipatico, egoista e pretenzioso. Ti (pensiero introverso) suggerisce processi logici per trattare con i problemi, ma non c’è una fonte di dati oggettivi per fermare la Ni (intuizione introversa) dal fare centinaia di assunzioni diverse e mandare in cortocircuito la fiducia in tutto il proprio processo cognitivo.
Non so se dipenda dai test, o da me, e in tal caso, da come sono cresciuta, dalle esperienze negative da adulta, o da cos'altro?
Boh...
Ancora non l'ho capito...
Che tipo siete?










