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lunedì 30 aprile 2018

Il negoziato emotivo (Roger Fisher e Daniel Shapiro)

Roger Fisher (28 maggio 1922 Winnetka, Illinois - 25 agosto 2012 Hanover, New Hampshire) è stato professore emerito di diritto all'Harvard Law School, e direttore dell'Harvard Negotiation Project. Dopo aver combattuto nella seconda guerra mondiale come aviatore, è stato a Parigi per il Piano Marshall e quindi a Washington dove ha collaborato con i ministeri della Giustizia e della Difesa. 
  

Daniel B. Shapiro (nato il 1 agosto 1969) è un diplomatico ed ex ambasciatore degli Stati Uniti d'America nello Stato di Israele.
Ha fatto parte del Consiglio di sicurezza nazionale sotto la presidenza di Bill Clinton, in qualità di direttore degli affari legislativi, e come collegamento del Congresso con il consigliere per la sicurezza nazionale Sandy Berger.  
E' stato prima consigliere legislativo e poi vice capo dello staff (principalmente per questioni di politica estera) per il senatore statunitense Bill Nelson. 
Shapiro ha servito come consigliere dell'allora senatore americano Barack Obama in Medio Oriente le questioni relative alla comunità ebraica dal 2007, aiutando anche come stratega e raccolta di fondi. Ha accompagnato Obama nel suo viaggio nel luglio 2008 in Israele; nell'agosto del 2008, Obama lo ha nominato consigliere politico e coordinatore di outreach per la campagna presidenziale del 2008. 
Nel gennaio 2009, Shapiro è stato nominato senior director per il Medio Oriente e il Nord Africa del National Security Council degli Stati Uniti. Concentrandosi su Israele, partecipò ad ogni incontro relativo ad Israele, e incontrò ogni anziano diplomatico e ufficiale israeliano che visitò Washington. Shapiro spesso accompagnò l'inviato speciale degli Stati Uniti per la pace in Medio Oriente George J. Mitchell durante i suoi viaggi nella regione, e giocò un ruolo centrale nei colloqui riguardanti il ​​processo di pace in Medio Oriente e il rafforzamento della cooperazione militare tra Stati Uniti e Israele. Ha mantenuto stretti rapporti con Benyamin Netanyahu, nonostante le tensioni tra il primo ministro israeliano e il presidente Obama. 
È stato nominato dal presidente Barack Obama il 29 marzo 2011 e confermato dal Senato il 29 maggio. Ha prestato giuramento come ambasciatore dal Segretario di Stato Hillary Clinton l'8 luglio 2011. E' stato direttore senior per il Medio Oriente e il Nord Africa nel Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Come responsabile politico dell'amministrazione Obama, Shapiro è stato ordinato il 5 gennaio 2017.
Shapiro si congedò dal Presidente di Israele, Reuven Rivlin, il 17 gennaio 2017, prima di tenere l'ultimo incontro con Netanyahu due giorni dopo, che un giornale descriveva come un "addio terso". 
Dopo aver concluso il suo servizio come ambasciatore in Israele, Shapiro è diventato Distinguished Visiting Fellow presso l'Institute for National Security Studies (Israele) presso l'Università di Tel Aviv.

   

Eccomi nuovamente con un libro sulla negoziazione. Non che d'ora in poi saranno tutti su questo argomento, ma mi faceva piacere condividere anche questo, perchè anche in questo caso, come si capisce anche dal titolo, ne parla molto da un punto di vista emotivo.
Dice che non possiamo smettere di provare emozioni proprio come non possiamo smettere di pensare. La sfida è imparare a suscitare emozioni utili in coloro con i quali negoziamo, e in noi stessi.

Le emozioni sono potenti, sempre presenti e difficili da gestire, e quindi inizia spiegando cos'è un'emozione, e dicendo che le emozioni possono ostacolare il processo di negoziazione (distogliendo l'attenzione dalle questioni sostanziali, danneggiando un rapporto, e possono essere usate contro chi le prova), ma possono essere anche una grande risorsa (le emozioni positive possono contribuire più facilmente a soddisfare gli interessi sostanziali, possono migliorare una relazione, e non necessariamente aumentano il rischio di essere imbrogliati).

Parla quindi dei tre approcci fallimentari nella gestione delle emozioni (smettere di provare emozioni? Non è possibile - ignorare le emozioni? Non funziona perchè influenzano il nostro corpo, la nostra mente e il nostro comportamento - affrontare le emozioni direttamente? E' complicato), e dà poi un'alternativa: concentrarsi sulle esigenze primarie (apprezzamento, affiliazione, autonomia, status, ruolo)

Consiglia di affrontare l'esigenza, non l'emozione, in quanto le cinque esigenze primarie stimolano una varietà di emozioni.

Ci dice di chiederci se gli altri considerano le nostre esigenze in modo equo, onesto, coerente con le circostanze, e consiglia di usare le esigenze primarie come lente di ingrandimento per vedere la situazione più chiaramente e fare una diagnosi, prima, durante e dopo il negoziato, o come leva per cercare di migliorare la situazione.

Passa quindi ad analizzare ognuna delle 5 esigenze primarie, partendo dall'apprezzamento, parlando di apprezzare i pensieri, i sentimenti e le azioni altrui, dimostrandolo, e parla di cosa ci impedisce di sentirci apprezzati.

Passa quindi ai tre elementi per esprimere apprezzamento:
- capire il punto di vista altrui, ascoltando la "musica" oltre alle parole e cogliendo i metamessaggi
- dare valore a ciò che ognuno pensa, prova o fa (quando i punti di vista sono opposti si può dare valore al modo di pensare, e quando siamo in totale disaccordo con gli altri, dobbiamo cercare di comportarci come se fossimo dei mediatori)
- comunicare il proprio apprezzamento, dimostrando di aver capito, e facendo capire all'altro che ci mettiamo nei suoi panni

Dice che apprezzare non significa cedere, e spiega come prepararsi ad apprezzare gli altri (decidere chi si vuole apprezzare, fare l'esercizio dello scambio dei ruoli, preparare una lista di "valide domande" per capire la prospettiva altrui).

Spiega come farsi apprezzare dagli altri.
- aiutando gli altri a capire il nostro punto di vista chiedendo un po' di tempo per farci ascoltare e adeguando il messaggio in modo che venga recepito correttamente
- aiutando gli altri a capire quello che pensiamo, che proviamo o che facciamo chiedendo all'altra persona di accettare la validità del nostro punto di vista, e usando una metafora in cui l'altro possa immedesimarsi
- aiutando gli altri ad ascoltare il nostro messaggio, esprimendo pochi concetti importanti, e chiedendo agli altri che cosa hanno capito

Infine, ma non meno importante, parla dell'importanza di apprezzare se stessi.

Passa quindi alla seconda esigenza: l'affiliazione.
Spiega come trasformare un avversario in un collega grazie alla forza dell'affiliazione, trovando degli elementi comuni che ci legano agli altri, creando nuovi legami per costruire un rapporto da colleghi, trattando l'altro come un collega sin dall'inizio, "indebitandosi" nei confronti dell'altra persona, programmando attività comuni, e facendo attenzione alle esclusioni, riducendo la distanza personale, stabilendo un legame personale, incontrandosi di persona, invece che per telefono o per mail, parlando di ciò che sta a cuore, concedendo più spazio, e mantenendo i contatti.

Raccomanda però anche di non cadere nelle trappole dell'affiliazione, valutando una proposta usando la testa, e valutando una persona anche con l'istinto

Passa quindi all'autonomia, come espandere la propria senza limitare quella altrui, parlando si cosa può impedirci di usare la nostra autonomia in modo equilibrato (limitando eccessivamente la nostra autonomia, o limitando l'autonomia altrui), come espandere la propria autonomia, avanzando una proposta, creando delle opzioni prima di decidere, organizzando un incontro informale, ma spiegando anche che anche troppa autonomia può essere insostenibile.

Raccomanda di non limitare l'autonomia altrui, consultandosi sempre prima di decidere, chiedendo il contributo delle parti "invisibili" interessate, stabilendo le linee guida del processo decisionale usando "il sistema dei vasi".

Passa quindi allo status, riconoscendo la superiorità altrui, quando è opportuno.
Dice che lo status accresce la stima e il potere di influenza, ma che non c'è bisogno di competere per questo, che bisogna trattare ogni negoziatore con rispetto, tenendo conto anche degli status particolari: riconoscendo la superiorità di ciascun individuo in un determinato ambito, quando è opportuno.

Raccomanda di definire gli ambiti di status particolare di ciascun individuo, e dice che bisogna essere fieri del proprio status particolare, tanto quanto bisogna essere consapevoli dei limiti del proprio status.
Consiglia quindi di dare peso alle opinioni altrui quando è opportuno, ma anche di fare attenzione all'"eccesso di status", e che non bisogna dimenticare che può sempre aumentare o diminuire.

Passa poi a parlare di scegliere un ruolo appagante selezionando delle attività stimolanti.
Dice che un ruolo appagante ha 3 caratteristiche fondamentali: una finalità precisa, un significato individuale, e non è una finzione.

Spiega come rendere il proprio ruolo convenzionale più appagante, essendo consapevoli del proprio ruolo convenzionale, facendo in modo che il proprio ruolo comprenda attività appaganti, espandendo il proprio ruolo ad attività che hanno un valore personale e ridefinendo le attività associate al proprio ruolo.

Raccomanda di apprezzare i ruoli convenzionali che rivestono gli altri, ricordando che comunque abbiamo la facoltà di sceglierci dei ruoli temporanei, e di porre molta attenzione ai ruoli temporanei che assumiamo automaticamente, in modo da adottare un ruolo temporaneo che favorisca la cooperazione.

Consiglia di apprezzare i ruoli temporanei che assumono gli altri, e in caso suggerire agli altri un ruolo temporaneo, ricordando che i ruoli non sono soltanto "un problema loro".

Dice quindi che quando sorgono forti emozioni negative bisogna essere pronti, in quanto le emozioni negative troppo intense possono compromettere un negoziato. Bisogna quindi controllare la temperatura emotiva propria e altrui, avere pronto un piano d'emergenza prima che sorgano le emozioni negative, e sapere come placare anche le emozioni altrui (comprendendo le loro esigenze, facendo una pausa, cambiando campo o sostituendo i giocatori).

Passa poi a spiegare come diagnosticare i possibili fattori scatenanti delle emozioni negative, ricordando le esigenze primarie come possibili fattori scatenanti, raccomandando di domandare sempre per verificare le proprie ipotesi, e, prima di reagire in maniera emotiva, formulare un proposito chiaro, che può essere togliersi il sassolino dalla scarpa (però sfogare la propria rabbia può peggiorare ulteriormente la situazione, quindi è meglio pensare a comprendere e non a incolpare, e se ci si sfoga fare attenzione a non giustificare ulteriormente la propria rabbia, non uscire dal seminato, sfogarsi con terzi e non con chi ha provocato in noi quelle emozioni, sfogarsi al posto dell'altro, e magari scrivere una lettera alla persona che ci ha fatto arrabbiare, senza spedirla).

Un altro proposito chiaro può essere quello di informare l'altra persona dell'effetto che il suo comportamento poco attento ha su di noi, influenzare l'altro, e migliorare la relazione.

Infine spiega come prepararsi:
sul processo: sviluppando una sequenza di eventi auspicata
sul contenuto: riflettendo sui sette elementi di un negoziato (relazione, comunicazione, interessi, opzioni, criteri di equità, la migliore alternativa al raggiungimento dell'accordo, e impegno)
sulle emozioni: tenendo in considerazione le esigenze primarie e le reazioni fisiologiche, usando le esigenze primarie sia come lente d'ingrandimento sia come leva, tenendo sotto controllo le proprie reazioni fisiologiche

E alla fine di ogni negoziato stabilire cosa ha funzionato e cosa invece bisogna fare meglio la prossima volta.

Il libro si conclude con racconto personale di Jamil Mahuad, ex presidente dell'Ecuador, di quando realmente accaduto anni fa fra lui e il presidente peruviano Fujimori.

Bel libro, che parla appunto di negoziati in chiave emotiva: motivo per cui ho deciso di condividerlo in questo blog, proprio perchè credo, che come è successo a me, per le persone ipersensibili siano concetti piuttosto "scontati", ma che fa un immenso piacere leggere in un libro scritto da persone di questo calibro.

Buona lettura!
 

martedì 27 marzo 2018

L'arte del negoziato (Roger Fisher - William Ury - Bruce Patton)

Roger Fisher (28 maggio 1922 Winnetka, Illinois - 25 agosto 2012 Hanover, New Hampshire) è stato professore emerito di diritto all'Harvard Law School, e direttore dell'Harvard Negotiation Project. Dopo aver combattuto nella seconda guerra mondiale come aviatore, è stato a Parigi per il Piano Marshall e quindi a Washington dove ha collaborato con i ministeri della Giustizia e della Difesa.

William Ury è il cofondatore del Program on Negotiation alla Facoltà di Legge di Harvard. Laureatosi in antropologia a Yale, ha conseguito il dottorato ad Harvard, e le sue ricerche lo hanno condotto non soltanto ai tavoli delle contrattazioni o nelle sale riunioni, ma anche tra i boscimani del Kalahari e i guerrieri dei clan della Nuova Guinea.

Bruce Patton è docente di Diritto alla Harvard Law School e vicedirettore dello Harvard Negotiation Project.




 
Avevo già scritto che sto leggendo anche libri sulla negoziazione, pensando al lavoro che sto cercando di crearmi, pensando che mi piacerebbe avere sbocchi lavorativi più in ambito aziendale, e pensando che in ogni caso io sono e resto una persona hsp, e che quindi le cosiddette negoziazioni (come siamo abituati a vederle, purtroppo, in Italia) mi mettono a disagio, ma appunto la voglia di portare questi argomenti "psicologici" nelle ditte (e quindi poi, ovviamente, anche nelle vite private di chi ci lavora) è tanta, quindi, per cercare di avere qualche possibilità in più sto appunto leggendo libri sulla negoziazione, di cui non pensavo avrei parlato qui, e invece...

Invece, eccomi qui con un libro sulla negoziazione, perchè penso possa davvero tornare utile anche ad altri hsp, in qualunque ambito della vita!

Pensavo forse che questo libro fosse diverso, non so spiegare bene come, e invece mi ha sorpreso, molto molto positivamente!

Nella prima parte parla del problema, e dice di non trattare da posizioni, perchè discutere su posizioni produce accordi malfatti, inefficienti, danneggia il futuro dei rapporti. E, quando le parti sono più di due, la trattativa di posizione è anche peggio.
Detto questo, essere gentili dice che non è una soluzione.
L'alternativa che dà è scindere le persone dal problema, concentrarsi sugli interessi e non sulle posizioni, generare una gamma di possibilità prima di decidere cosa fare, e insistere affinchè i risultati si basino su qualche unità di misura oggettiva.

Nella seconda parte parla del metodo, quindi inizia con lo scindere le persone dal problema, perchè ovviamente i negoziatori sono innanzitutto persone.
Ogni negoziatore ha due tipi di interesse: per la questione specifica e per il rapporto con la controparte.
Il rapporto tende spesso a intrecciarsi col problema, e la trattativa di posizione mette in conflitto rapporto e oggetto. 

Dice quindi di separare il rapporto dall'oggetto, quindi trattare direttamente ed esplicitamente i problemi personali, tramite percezioni, emozioni e comunicazione.

Inizia quindi a parlare di percezione, consigliando di mettersi nei loro panni, non dedurre le loro intenzioni dalle nostre paure, non prendersela con loro per un nostro problema, discutere le reciproche impressioni, cercare occasioni per agire in modo diverso dai pregiudizi che la controparte ha su di noi, interessare la controparte al risultato facendola partecipare al processo, salvargli la faccia, rendendo le nostre proposte compatibili con i loro valori.

Parla poi di emozione, quindi riconoscere e comprendere le emozioni, nostre e altrui, esplicitare le emozioni e riconoscerle come legittime, consentendo alla controparte di sfogarsi, non reagire agli sfoghi emotivi, fare gesti simbolici.

Passa quindi a parlare di comunicazione, quindi ascoltare attentamente e capire ciò che viene detto, parlare per essere capito, parlare di noi, non degli altri, e parlare a proposito.

Dice che è meglio prevenire, quindi costruire un rapporto attivo, affrontare il problema, non le persone.

Per una soluzione ragionevole consiglia di conciliare gli interessi, non le posizioni: gli interessi definiscono il problema, e dietro le opposte posizioni ci sono interessi condivisi e compatibili, oltre a quelli in conflitto.

Spiega come identificare gli interessi, quindi chiedendosi "perchè?", e "perchè no?", rendendosi conto del fatto che ogni parte ha interessi molteplici, e che gli interessi più potenti sono i bisogni umani elementari (sicurezza, benessere economico, senso di appartenenza, riconoscimento, controllo sulla propria vita), e propone di fare un elenco dei vari interessi in gioco.

Una volta fatto questo elenco, consiglia di parlarne, facendo vivere i nostri interessi, riconoscendo gli interessi della controparte come parte del problema, esponendo il problema prima della vostra soluzione, guardando avanti, non indietro, essendo concreti, ma elastici, essendo duri col problema e morbidi con la gente.

Consiglia di inventate soluzioni vantaggiose per ambo le parti.

Spiega i 4 ostacoli principali che inibiscono di escogitare più soluzioni anzichè una sola (giudizio prematuro, ricerca di una sola risposta, pensare alla "torta" come fissa, pensare che "risolvere il loro problema è affar loro").
Consiglia di separare il momento dell'invenzione di queste soluzioni, da quello della decisione, spiegando cosa andrebbe fatto prima, durante e dopo il brainstorming.

Consiglia di allargare le nostre opzioni, moltiplicare le possibilità di scelta facendo la spola fra particolare e generale, guardare con gli occhi di diversi esperti, prevedere accordi di diversa forza, cambiare lo scopo di un accordo proposto, magari frazionandolo.

Consiglia di cercare il vantaggio reciproco, identificare gli interessi comuni, combinare a incastro gli interessi complementari, informarsi sulle loro preferenze, chiedendolo esplicitamente.

Spiega come facilitare le decisioni della controparte, mettendoci nei loro panni, avendo ben chiaro quale decisione vorremmo fosse presa, dicendo che minacciare non basta, ma bisogna specificare conseguenze e miglioramenti possibili.

Raccomanda di insistere su criteri oggettivi, in quanto decidere in base alla volontà è costoso, quindi conviene usare criteri oggettivi, perchè il negoziato di principi produce accordi ragionevoli amichevolmente e con efficienza.

Consiglia di sviluppare criteri oggettivi, equi, ed eque procedure.
Raccomanda quindi di negoziare con criteri oggettivi, inquadrare ogni problema come una ricerca comune di criteri oggettivi, ragionare ed essere disponibili al ragionamento, e non cedere mai alle pressioni.

Nella terza parte tratta le situazioni più difficili (cosa che mi è stata di aiuto in questo periodo, anche solo a livello psicologico, per capire che quel che normalmente faccio, è quello che consigliano grandi esperti internazionali, anche se poi la gente attorno a me spesso mi guarda con aria allucinata, in quando le negoziazioni qui in Italia purtroppo spesso non si basano sul principio win win, ma su qualcuno che comanda e qualcuno che si sottomette, ma a me così non va e non è mai andato bene, e spesso ho preso decisioni che molti trovano sbagliate, ma che questo libro sembra avvalorare)

Questa terza parte inizia spiegando che si fa se loro sono più forti, e inizia dicendo di proteggersi, valutando i costi dell'adottare un limite invalicabile, conoscere la nostra migliore alternativa a un accordo negoziato, valutando l'insicurezza di una sconosciuta migliore alternativa a un accordo negoziato, e consigliando di costruirsi un segnale di guardia.
Raccomanda di ottenere il massimo dai nostri mezzi, sviluppare e migliorare la nostra migliore alternativa a un accordo negoziato, e considerare la migliore alternativa a un accordo negoziato della controparte.

Passa poi a spiegare che si fa se loro non stanno al gioco, quindi parla di jujitsu negoziale, non attaccare la loro posizione, ma guardare cosa c'è dietro, non difendere le nostre idee, ma sollecitare critiche e consigli, convertire un attacco alla nostra persona in un attacco al problema, porre domande e fare una pausa.

In caso questo non funzionasse si può considerare la "procedura su testo unico" tramite un esperto esterno e neutrale.

Passa quindi a spiegare che si fa se loro usano gli sporchi trucchi, quindi dice di negoziare le regole del gioco in 3 passi: smascherare la tattica, sollevare esplicitamente il problema, impugnare la leggitimità e desiderabilità della tattica in questione.
Consiglia di scindere le persone dal problema, concentrarsi sugli interessi e non sulle posizioni, inventare soluzioni vantaggiose per ambo le parti, insistere su criteri oggettivi.

Passa poi a parlare di alcune tattiche sleali comuni, come l'inganno deliberato (fatti alterati, autorità ambigua, intenzioni dubbie), la guerra psicologica (situazioni stressanti, attacchi personali, commedia del buono e del cattivo, minacce), e le tattiche di pressione posizionali (rifiuto di negoziare, richieste estreme, richieste in crescendo, tattiche di autopreclusione, tirare in ballo un partner dal cuore duro, ritardi calcolati, prendere o lasciare).

Alla fine conclude raccomandando di non essere vittime, di mettere e chiedere esplicitamente di mettere in chiaro le regole del gioco, dicendo che sotto sotto molte delle persone che leggono questo libro le basi le sanno già, ma che alla fin fine si impara solo "facendo".

Quindi, concludendo, questo libro parla di un tipo di negoziato win win, cioè un modo che eviti di dover scegliere tra la soddisfazione di ottenere ciò che ognuno si merita e quella di essere corretti, ma averle entrambe.

Parla quindi di un tipo di negoziato che, ipoteticamente, non mi metterebbe a disagio... sarebbe un negoziato positivo... un tipo di negoziato che purtroppo qui in Italia vedo poco, ma che spero che in futuro prenda piede, anche perchè avrebbero tutti da guadagnarci!

Questo libro, tra l'altro, è uno di quelli consigliati da Nicola Riva nel suo libro "Vincere senza conflitti" (dal quale ho iniziato tempo fa questo percorso sulla negoziazione), sul quale tiene anche un corso che terrà di nuovo tra pochi mesi, e di cui vi lascio il link nel caso interessasse a qualcuno ---> Corso Negoziazione Facile

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mercoledì 20 settembre 2017

Nuove sezioni libri consigliati

Quest'estate speravo di leggere di più (molto di più), ma tra i figli a casa da scuola, una mini-ditta che sto gestendo da un annetto, alcune cose da sistemare in casa (cameretta rifatta quasi completamente, tranne l'armadio, e venduta quella precedente a privati), altri lavori nel palazzo (da quasi 4 settimane quando tiro su le tapparelle ho la vista sull'impalcatura, e ne avrò per almeno altre 2 settimane), e altro ancora (se già non bastasse questo in un'estate, per una persona altamente sensibile), non sto leggendo quanto mi piacerebbe (ne sto leggendo 2 contemporaneamente, ma ho ancora anche un altro libro, già letto tra fine giugno e inizio luglio, per il quale devo trovare il tempo di scrivere un post, e un altro libro già in attesa di essere iniziato)... ma conto di rifarmi... VOGLIO rifarmi!

Sì, perchè tra fine maggio e inizio giugno ho deciso, e iniziato a mettere in atto, un percorso, che mi mette tanta grinta e voglia di studiare, il cui primo grande step si concluderà tra 2 anni circa, ma che, se fatto come si deve, e come voglio, andrà avanti tutta la vita, con studi, aggiornamenti e letture continue (sante biblioteche pubbliche, e santi ebook talvolta in offerta a pochi euro), oltre che un possibile lavoro che, finalmente, penso sarebbe proprio il lavoro che, se mi vedo tra anni e anni, sarei ben lieta di continuare a fare fino alla fine!

Per questo ho iniziato a definire degli elenchi di libri da accompagnare agli studi di questi 2 anni, e oltre, e quindi ho deciso di rifare, incrementare e moltiplicare, le sezioni dei libri che consiglio.

Magari possono servire a qualcuno simile a me... o a qualcuno che vive con, o che conosce qualcuno così...

Qui vi metto le nuove sezioni appena create.

Poi, io leggerò anche altri tipi di libri che mi interessano, riguardo a coaching, pnl etica (benessere mentale, no marketing), negoziazione, e, avendo figli che si apprestano a quest'età, anche su adolescenti dal punto di vista psicologico e neuroscientifico, quindi, se a qualcuno interessassero libri di questi altri generi, chiedete e in caso metterò una lista.

Intanto partiamo con le liste inerenti questo blog, tenendo conto che magari un libro, dalla descrizione, può sembrare inerente ad un argomento, mentre poi leggendolo, è leggermente diverso, e magari ricade di più in un altro argomento, e quindi in tal caso li sposterò.




Ipersensibilità e introversione
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/blog-page_25.html 

Autodifesa psicologica (perchè spesso chi è altamente sensibile ne ha un grosso bisogno)
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/autodifesa.html 

Consapevolezza
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/blog-page_11.html  

Introspezione
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/introspezione.html 

Autostima
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/autostima.html 

Empatia
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/empatia.html  

Emozioni
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/emozioni.html 

Neuroscienze
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/neuroscienze.html 

"Psicologia" (tra virgolette perchè non essendo psicologa leggo libri che ne parlano, ma non proprio testi di studio)
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/psicologia.html  

Ottimismo
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/ottimismo.html 

Imperfezione
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/imperfezione.html 

Cambiamento
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/cambiamento.html 

No stress
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/no-stress.html 

Donne (sì, so che sembra una sezione non inerente al blog, ma entrate e vi darò la mia spiegazione)
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/donne.html