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mercoledì 31 gennaio 2018

Crea la vita che vuoi (Lucia Giovannini)

Lucia Giovannini ha un Doctorate in Psychology e Counselling, un Bachelor in PsychoAntropology ed è membro dell’American Psychological Association.
E' Master Trainer di Firewalking, Trainer di Programmazione Neuro-Linguistica e Neuro-Semantica (ISNS Usa), Coach certificata (ACMC Usa), Master Trainer di Breathwork, ed è la coordinatrice europea del Movimento del Labirinto Veriditas.
E' l‘insegnante degli insegnanti del metodo Louise Hay per Italia, la Svizzera italiana, la Thailandia e Singapore ed è stata spesso definita dai media “la Louise Hay italiana”.
E' co-fondatrice di BlessYou!, e co-direttrice della scuola di PNL, e Coaching LUCE® Libera Università di Crescita Evolutiva e dell’Istituto di Neuro-Semantica.
Nel suo lavoro si innesca una particolare sinergia tra tecniche di psicologia tradizionale, pratiche motivazionali e antichi rituali, rendendo i suoi seminari qualcosa di unico ed originale.
Vive alcuni mesi all'anno nel sud est asiatico, tra Thailandia, Singapore e Bali col marito Nicola e il cane Caligola.
Da circa 20 anni tiene corsi e conferenze, per privati ed aziende, in tutta Europa e in Asia e nel 2008 ha fondato il metodo Tutta un’altra vita®. 


 
Questo libro inizia con la descrizione di una mattina in cui Lucia Giovannini deve partire per tenere un corso, ha poco tempo, e tante cose da fare, e ammetto che alcune parti di questa descrizione mi hanno strappato un grosso sorriso, perchè davvero, una cosa che apprezzo moltissimo di lei, dai suoi video, dai suoi libri, e avendola conosciuta di persona a dicembre 2017, è che è una persona molto umile e alla mano: "una di noi".

Inizia poi subito a parlare di consapevolezza narrando una storia, che a mia volta ho provato a girare qualche mese fa ad una persona che volevo che si rendesse conto di quanto mi faceva star male, sperando che capisse che se ci mette consapevolezza in quel che fa, difficilmente potrebbe rifarmi del male, consapevolmente, se davvero mi ama come dice... e sembra aver funzionato...

Passa poi nel pieno del libro, facendo fare una fotografia della propria vita, quindi la propria vita qui e ora, come ci si sente, capire se abbiamo la giusta attrezzatura, arrivando a parlare di tipi di equilibrio.

Insegna a scoprire ciò che amiamo fare, dicendo che si tratta solo di ricordare, e di pensare ai ruoli chiave.

Ti porta a scoprire i tuoi valori, cosa è importante per te, e parla dell'importanza di condividere i valori con qualcuno.

Ad un certo punto esorta a scoprire che cosa vogliamo davvero, e definire il nostro successo, cioè cosa significa per noi.

Fa analizzare il nostro lavoro attuale, portandoci a capire come abbiamo scelto finora, parlando di mezzo o fine, e arrivando a chiedere "tu hai il lavoro o il lavoro ha te?".

Parla poi di ciò che ci frena, di nuovi percorsi neuronali e aiuta a scoprire i nostri talenti, parlando di tre tipologie di talento (capacità legate al corpo, capacità legate alla mente, capacità interpersonali)

Spiega l'importanza di scoprire il proprio scopo, facendo distinzioni tra sogni autentici e sogni tossici.

Esorta a scoprire il proprio lavoro ideale, il significato del nostro lavoro, la nostra aspirazione segreta, parlando di corsa ad ostacoli divertente, di indecisione e della malattia del "non lo so", e di quando il "non lo so" riguarda 2 alternative (risolvi il conflitto usando la tua mente conscia, oppure la mente inconscia)

Esorta a fare la differenza, parlando del segreto della prosperità e di ikigai, che significa "una ragione per essere", e cioè la fusione tra quello che ami, quello di cui il mondo ha bisogno, quello per cui potresti venire retribuito, quello per cui hai un talento.

Esorta poi ad agire, iniziando con la mappa del lavoro in 7 passi (obiettivo, cosa ami, creare valore, tuoi valori, capacità, risorse, aiuti), creando un piano d'azione, sviluppando la coscienza di abbondanza, e dandoci il permesso di meritare il meglio.

Passa poi a parlare di relazioni, iniziando col consiglio di guarire il proprio passato.
Parla quindi delle 4 ferite emozionali, riguardanti il corpo, le competenze, l'identità e le relazioni.
Parla poi dei 5 scudi (soldi e prestigio, perfezionismo, rabbia, silenzio, compiacere tutti), dei 5 calmanti (droghe alcol o sigarette, troppo o poco cibo, sesso e relazioni compulsive, troppi impegni, media), delle 7 forme di attacco emotivo (biasimo e senso di colpa, paragoni, ridicolizzare o essere sarcastici, controllo, mantenere l'immagine e l'apparenza, silenzio, perfezionismo), e arriva a parlare della cosa migliore da fare quando si è in preda alla rabbia, quando ci si sente paranoici, quando siamo assaliti dall'ansia, quando non abbiamo energie e quando vogliamo piacere a qualcuno.

Parla quindi di "famiglia del mulino bianco", di conto corrente relazionale, della strategia dell'innamoramento, della coppia e della propria missione, e di chimica spirituale.

Spiega che tutto parte da dentro, che noi facciamo la differenza in base a come ci poniamo, e che  gli altri ci fanno da specchio.
Parla poi di filtri dell'ego, di lasciare andare la vergogna, della differenza tra rabbia e odio, e consiglia il "dialogo con la sedia vuota".
Parla anche della paura, del potere del perdono, di amore per sè, di pulizia emozionale del linguaggio giraffa, o cnv, di Rosenberg, quindi osservare senza valutare, collegare il nostro film mentale, collegare l'interpretazione a un'emozione, collegare l'emozione a un bisogno e fare una richiesta specifica.

Passa quindi a parlare di livello vibrazionale (con una scala da 0 a 1000) anche di gruppo, e parla di come possiamo fare la nostra parte.

Parla anche di cibo sattvico, che stimola la pace, l'amore e l'armonia, di cibo rajasico, che stimola le passioni e l'attaccamento, e di cibo tamasico, che porta all'ignoranza, alla pigrizia e al torpore.

Chiude il tutto parlando di respiro consapevole, di dare col cuore, di imparare a ricevere, e della relazione col Divino.

Per ogni argomento del libro, come nel suo stile, che io adoro, racconta aneddoti, pezzi di vita reale presi dai suoi corsi, propone esercizi e domande di autocoaching per provare su se stessi i vari argomenti proposti.

Come ogni suo libro, anche questo mi è piaciuto tantissimo, mi ha fatta riflettere, e nel mio piccolo ho tentato di usare un esercizio: quello dell'isola e dell'anno da trascorrerci, riadattandolo, senza isola, ma con una scuola che insegnasse una sola materia, su un preadolescente alle prese con la scelta della scuola superiore, coetaneo di mio figlio maggiore, tramite la madre, a cui poi ho regalato anche il libro.

Bellissimo libro, consigliatissimo, ma lo immaginavo prima ancora di leggerlo, perchè il suo modo di porsi, di spiegare, di saper rendere semplici le cose, di saperle rendere immediate, a me piace tantissimo!

giovedì 26 ottobre 2017

Messaggio per un'aquila che si crede un pollo (Anthony De Mello)

Padre Antony de Mello nacque a Santa Cruz, un sobborgo di Mumbai in India. Entrò a far parte della Compagnia di Gesù nel 1947, all'età di sedici anni non ancora compiuti. Venne in seguito trasferito, e da allora viaggiò in parecchi paesi per studiare e più tardi per insegnare, principalmente in Spagna e negli Stati Uniti, dove diventò uno psicoterapeuta. Ben presto divenne famoso per i suoi libri sulla spiritualità, che coniugavano la religiosità cristiana e orientale con i suoi studi di psicologia.
Tornato in India, cominciò a organizzare numerosi ritiri spirituali, ed era in genere considerato un oratore pubblico di qualità. De Mello ha fondato anche un centro di preghiera in India, chiamato «Sadhana».
Morì improvvisamente nel 1987 per un attacco cardiaco. I suoi lavori sono ancora ristampati, e scritti inediti sono stati pubblicati dopo la sua morte.
Nel 1998, dopo la sua morte, alcune delle opinioni espresse nei libri di De Mello (o a lui attribuite) furono dichiarate incompatibili con la fede cattolica da parte della Congregazione della Dottrina della Fede. L'allora cardinale Joseph Ratzinger, che più tardi sarebbe diventato Papa Benedetto XVI, firmò una notificazione della Congregazione che inizialmente era stata anche inserita al termine dei libri di De Mello, ma in seguito venne sostituita con una nota più sintetica «I libri di Padre Anthony de Mello sono stati scritti in un contesto multi-religioso per aiutare i fedeli di altre religioni, agnostici ed atei nella loro ricerca spirituale, e non erano intesi dall'autore come istruzioni per i fedeli cattolici nel dogma o nella dottrina cristiano-cattolica.» Ferma restando la censura della Notificazione della CdF, gli scritti di De Mello rimasero comunque disponibili anche in molte librerie cattoliche, venendo sempre letti e rispettati da numerosi cattolici e da fedeli di altre denominazioni cristiane.


Che dire di questo libro?
Inizio col dire che è bello e molto molto particolare.
Non nascondo che mi sono ritrovata in molti (non tutti, ovviamente) i pensieri che man mano leggevo... pensieri che talvolta penso anch'io, ma che raramente qualcuno ho espresso (la maggior parte no, lo ammetto), perchè a differenza sua, al solito, quando provo ad esprimere qualcosa che va fuori da quel che la gente vuole sentire, a me succede questo: 


Difficile anche riassumere di cosa parla questo libro, o meglio, lo si può riassumere in una sola parola o due: risveglio e consapevolezza.

Per chi invece vuole sapere un po' di più di cosa parla, posso provare a dirvi che, grazie anche ad aneddoti e storie varie, parla del giusto tipo di egoismo (amore per se stessi), di desiderio di felicità, di segnali di risveglio.

Dice che rinunciando a qualcosa si rimane vincolati a ciò a cui si rinuncia, e invece capire il valore è la strada giusta.
Parla di ascoltare e disimparare il passato, della messinscena della carità, di paura del cambiamento, delle nostre illusioni riguardo gli altri, di autosservazione, di consapevolezza senza giudizio, di trovare se stessi, di arrivare all'"io" togliendo strato dopo strato, di sentimenti negativi nei confronti degli altri, di dipendenza emotiva, di come giunge la felicità (con la consapevolezza).

Dice che la paura origina violenza.

Parla della buona religione, antitesi dell'inconsapevolezza, di etichette, di ostacoli alla felicità, e dei quattro passi verso la saggezza (entrare in contatto con i sentimenti negativi di cui non si è consci, capire che il sentimento è dentro di noi e non nella realtà, mai identificarsi con quel sentimento, pensare a come poter cambiare le cose e noi stessi)

Parla della mancanza di consapevolezza come sonnambulismo, per poi parlare di consapevolezza sotto molti punti di vista, per esempio cambiamento come avidità, persone trasformate, arrivare al silenzio, perdersi per ritrovarsi, valore permanente, desiderio e non preferenza, attaccarsi alle illusioni, quando si abbraccia un ricordo, essere concreti, parole introvabili, condizionamento culturale, realtà filtrata, svincolarsi, amore che induce assuefazione, e tanto tanto altro, difficile davvero da riassumere...

E' un libro davvero molto particolare, ma molto molto bello, sia per chi ha già intrapreso il cammino della consapevolezza, sia per chi lo vuole intraprendere.

E' un insieme di pensieri, che vanno dritti al punto.

Bel libro, davvero!

mercoledì 20 settembre 2017

Nuove sezioni libri consigliati

Quest'estate speravo di leggere di più (molto di più), ma tra i figli a casa da scuola, una mini-ditta che sto gestendo da un annetto, alcune cose da sistemare in casa (cameretta rifatta quasi completamente, tranne l'armadio, e venduta quella precedente a privati), altri lavori nel palazzo (da quasi 4 settimane quando tiro su le tapparelle ho la vista sull'impalcatura, e ne avrò per almeno altre 2 settimane), e altro ancora (se già non bastasse questo in un'estate, per una persona altamente sensibile), non sto leggendo quanto mi piacerebbe (ne sto leggendo 2 contemporaneamente, ma ho ancora anche un altro libro, già letto tra fine giugno e inizio luglio, per il quale devo trovare il tempo di scrivere un post, e un altro libro già in attesa di essere iniziato)... ma conto di rifarmi... VOGLIO rifarmi!

Sì, perchè tra fine maggio e inizio giugno ho deciso, e iniziato a mettere in atto, un percorso, che mi mette tanta grinta e voglia di studiare, il cui primo grande step si concluderà tra 2 anni circa, ma che, se fatto come si deve, e come voglio, andrà avanti tutta la vita, con studi, aggiornamenti e letture continue (sante biblioteche pubbliche, e santi ebook talvolta in offerta a pochi euro), oltre che un possibile lavoro che, finalmente, penso sarebbe proprio il lavoro che, se mi vedo tra anni e anni, sarei ben lieta di continuare a fare fino alla fine!

Per questo ho iniziato a definire degli elenchi di libri da accompagnare agli studi di questi 2 anni, e oltre, e quindi ho deciso di rifare, incrementare e moltiplicare, le sezioni dei libri che consiglio.

Magari possono servire a qualcuno simile a me... o a qualcuno che vive con, o che conosce qualcuno così...

Qui vi metto le nuove sezioni appena create.

Poi, io leggerò anche altri tipi di libri che mi interessano, riguardo a coaching, pnl etica (benessere mentale, no marketing), negoziazione, e, avendo figli che si apprestano a quest'età, anche su adolescenti dal punto di vista psicologico e neuroscientifico, quindi, se a qualcuno interessassero libri di questi altri generi, chiedete e in caso metterò una lista.

Intanto partiamo con le liste inerenti questo blog, tenendo conto che magari un libro, dalla descrizione, può sembrare inerente ad un argomento, mentre poi leggendolo, è leggermente diverso, e magari ricade di più in un altro argomento, e quindi in tal caso li sposterò.




Ipersensibilità e introversione
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/blog-page_25.html 

Autodifesa psicologica (perchè spesso chi è altamente sensibile ne ha un grosso bisogno)
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/autodifesa.html 

Consapevolezza
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/blog-page_11.html  

Introspezione
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/introspezione.html 

Autostima
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/autostima.html 

Empatia
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/empatia.html  

Emozioni
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/emozioni.html 

Neuroscienze
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/neuroscienze.html 

"Psicologia" (tra virgolette perchè non essendo psicologa leggo libri che ne parlano, ma non proprio testi di studio)
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/psicologia.html  

Ottimismo
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/ottimismo.html 

Imperfezione
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/imperfezione.html 

Cambiamento
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/cambiamento.html 

No stress
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/no-stress.html 

Donne (sì, so che sembra una sezione non inerente al blog, ma entrate e vi darò la mia spiegazione)
https://ipersensibilieintroversi.blogspot.it/p/donne.html 

giovedì 17 agosto 2017

Intelligenza Emotiva (Daniel Goleman)

Daniel Goleman è uno psicologo, scrittore e giornalista statunitense. Ha studiato all'Amherst College, dove è stato allievo di Alfred F. Jones. Si è laureato ad Harvard, specializzandosi in "psicologia clinica e sviluppo della personalità", dove successivamente ha anche insegnato.
A lungo ha scritto sul New York Times di temi concernenti la neurologia e le scienze comportamentali.
Goleman ha ricevuto molti premi e riconoscimenti per le sue ricerche: due nomination al Premio Pulitzer per i suoi articoli, un premio alla carriera dall'American Psychological Association e l'elezione a membro dell'American Association for the Advancement of Science.



Questo libro, che riporta tantissimi studi fatti da tantissimi studiosi nel corso degli anni, il che lo rende a volte non semplicissimo, inizia invece con la storia di un autista di autobus, il quale, finchè svolgeva il proprio lavoro, instillava pensieri piacevoli e ottimistici nelle persone che in quel momento viaggiavano con lui. Però purtroppo subito dopo passa a parlare dei notiziari, pieni di cattive notizie, che sentiamo ogni giorno.

Entra nel pieno del libro spiegando a cosa servono le emozioni, quando le passioni hanno il sopravvento sulla ragione e parla di impulsi all’azione (collera, paura, felicità, amore, sorpresa, disgusto e tristezza).

Parla di due menti (emozionale e razionale), e spiega tutta la lunga evoluzione del cervello dai tempi primitivi ad oggi.

Passa quindi a parlare a lungo dell’amigdala, del sequestro emozionale che provoca, e ne parla come sede di tutte le passioni, come grilletto molto sensibile, come sentinella delle emozioni.

Parla dell'ippocampo, specialista della memoria emozionale, del meccanismo di allarme neurale ormai obsoleto rispetto agli uomini primitivi, e di risposte emotive rapide ed approssimative.

Passa quindi a parlare di quando intelligente è uguale ad ottuso, di intelligenza emotiva e destino, di tipi diversi di intelligenza, della teoria delle intelligenze multiple di Gardner (che si contrappone alla teoria del QI), tra cui, parlando delle varie intelligenze parla della conoscenza delle proprie emozioni, del controllo delle emozioni, della motivazione di se stessi, del riconoscimento delle motivazioni altrui e della gestione delle relazioni.

Parla poi della conoscenza di se stessi, di autoconsapevoli, di sopraffatti e di rassegnati, arrivando poi a parlare di alessitimia, cioè della non capacità di riconoscere e quindi la non capacità di esprimere le proprie emozioni.

Spiega cosa succede quando si è schiavi delle passioni, parla di anatomia della collera, dell’onda della rabbia, di come uscirne, di ansia, di malinconia, dei repressori e quindi di negazione ottimista.

Parla di intelligenza emotiva, come di una una capacità fondamentale.

Passa quindi a parlare del controllo degli impulsi e del test delle caramelle fatto sui bambini.
Parla di umor nero e pensieri confusi, del Vaso di Pandora e Pollyanna e quindi del potere del pensiero positivo, ricollegandosi quindi all’ottimismo e quindi a Seligman.

Parla poi di flusso, di neurobiologia dell’eccellenza, e di apprendimento.

Passa quindi a parlare delle radici dell’empatia, come si sviluppa, dei bambini ben sintonizzati, del prezzo della mancata sintonizzazione. Della neurologia dell’empatia, di empatia ed etica (radici dell’altruismo), e della vita senza empatia (molestatore e sociopatico).

Parla di arti sociali, del mostrare emozioni, dell’espressività e del contagio emotivo, dell’intelligenza sociale (capacità di organizzare i gruppi, negoziare soluzioni, stabilire legami personali, capacità di analisi della situazione sociale).
Parla della formazione di un individuo socialmente incompetente, dell’incompetenza sociale e bambini, e riporta un caso di talento emozionale nella metropolitana di Tokyo.

Passa quindi a parlare di intelligenza emotiva applicata, di nemici intimi, del matrimonio “di lui” e quello “di lei”, che hanno radici nell’infanzia, di comportamenti coniugali sbagliati, di pensieri tossici, di emozioni in piena e di matrimonio a picco.

Parla di uomini come sesso debole in quanto in loro le piene emozionali sono più facili a scatenarsi, e dà consigli per lui e per lei, parlando poi di scontro positivo, di come calmarsi, detossificare il discorso interiore, ascoltare e parlare senza stare sulla difensiva.

Passa quindi a parlare dell’ambito lavorativo, di come dirigere col cuore.
Parla delle critiche nell’ambiente di lavoro, del modo peggiore per motivare qualcuno, della critica costruttiva (specifica, con soluzione, essendo presenti e sensibili), parlando anche di quando si è alle prese con la diversità, delle radici del pregiudizio, dell’importanza del buon senso aziendale e del QI del gruppo.

Passa quindi a parlare di mente e medicina, dell’importanza delle emozioni per la salute, di emozioni tossiche (collera, ansia, depressione), dei benefici fisici dei sentimenti positivi, di buona salute e relazioni personali e del potere risanatore del sostegno psicologico.
Propone quindi di arricchire l’assistenza medica con intelligenza emotiva per una medicina più umana.

Passa poi a parlare della famiglia, dei comportamenti inadeguati dei genitori (ignorare i sentimenti, mercanteggiare, non aver rispetto dei sentimenti altrui), parla di heart start (allenamento emotivo da parte dei genitori), di fiducia, curiosità, intenzionalità o senso di efficacia, autocontrollo, connessione, capacità di comunicare e di cooperare.

Spiega poi come si arriva ad allevare un prepotente, parlando di maltrattamento e di estinzione dell’empatia.

Parla di emozioni e superamento dei traumi, di orrore cristallizzato nella memoria, di disturbo post traumatico da stress, di riapprendere reazioni emotive normali e di rieducare i circuiti delle emozioni.

Spiega che il temperamento non è destino, parla degli studi di Kagan, della neurochimica della timidezza, del temperamento allegro, calmare un’amigdala ipereccitabile, di come l’infanzia sia una una finestra di opportunità e dei periodi critici in cui bisognerebbe agire in determinati modi perchè lo sviluppo emotivo risulti poi corretto.

Parla del costo dell’analfabetismo emozionale, di minori che uccidono (anche altri minori), di malessere emozionale (chiusura in se stessi e problemi sociali, ansia e depressione, difficoltà nell’attenzione e nella riflessione, delinquenza o aggressività).

Parla di tenere a freno l’aggressività, di deformazione percettiva, e di come negli Usa sia stata creata una scuola per i prepotenti, per cambiarli.
Parla di prevenire la depressione e di programmi creati anche per tale problematica.

Dice che un costo della modernità è la crescita della depressione, purtroppo.

Parla del decorso della depressione nei giovani, di modi di pensare che portano alla depressione, e di come mandare la depressione in cortocircuito arrivando di nuovo a parlare di Seligman.

Parla di disturbi del comportamento alimentare, di quando ci si sente soli con se stessi, di abbandoni, di addestrare all’amicizia, di alcol e droghe, e quindi di chi usa la dipendenza come automedicazione.

Propone un percorso di prevenzione emozionale definitivo e dice che l’informazione non è sufficiente, giustamente.

Propone di insegnare a scuola le emozioni, come al Nueva Learning Center, dove, tra le altre cose insegnano Scienza del sè, e di come abbiano sperimentato l’importanza dell’alfabetizzazione emozionale nei quartieri degradati delle grandi città, come all’Augusta Lewis Troup Middle School di New Haven.
Parla quindi di calendario emozionale citando Brazelton.

Chiude il libro parlando dei benefici dell’apprendimento dell'intelligenza emotiva:
- autoconsapevolezza emozionale
- controllo delle emozioni
- indirizzare le emozioni in senso produttivo
- empatia, cioè leggere le emozioni altrui
- gestire i rapporti

Che dire? Per un’ipersensibile può sembrare quasi tutto "scontato", ma leggere queste cose da Goleman fa pensare... positivamente ovviamente!
Bello, bello, bello!
Consigliatissimo!

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