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giovedì 28 dicembre 2017

Le emozioni sono intelligenti (Gianfranco Damico)

Gianfranco Damico è docente in corsi post-universitari e svolge attività di coaching, formazione e consulenza con privati, aziende, enti pubblici, organizzazioni, scuole. Negli ultimi quindici anni ha lavorato con migliaia di persone, insegnanti, manager, professionisti, genitori, a dimensioni quali la crescita personale e l'eccellenza umana in tutte le sue forme. Da sempre interessato alla filosofia occidentale e a sistemi di pensiero orientali come Taoismo e Buddismo, ha un Master Practitioner in PNL, un diploma di Life-Coach e un Master in Gestione Risorse Umane.




Il libro inizia parlando di Star Trek, del dottor Spock e del capitano Kirk, riguardo il loro modo diverso di rapportarsi alle emozioni.

Parla da subito anche di Platone e della figura dell'auriga (che nel libro viene citata spesso), ma in questo libro i cavalli non saranno l'anima spirituale e l'anima concupiscente, bensì l'emozione e il pensiero cosciente, entrambi dello stesso colore, non essendo uno "buono" e l'altro "cattivo".

Poi passa a chiedere "cos'è un corpo?" e a parlare della magnifica sinfonia biologica, e dice che la vita è appesa a 3 domande: che cosa c'è là fuori, che cosa faccio, ed è importante per me.

Dice che l'emozione è il puntatore direzionale biologico, parla di cellula emozionata come di cellula intelligente, e dà spiegazioni su emozioni e sistema nervoso autonomo, sul sentimento, cioè l'emozione rappresentata a noi stessi, e porta spiegazioni biologiche del passaggio di un'emozione, delle idee per definirla.

Ad un certo punto arriva direttamente al sodo con queste parole: "senza l'emozione o siete st...di o siete st...zi".

Ecco...

Parla poi di intuizione, di emozione e ragione, dice che non si piange perchè si è tristi, ma si è tristi perchè si piange, e parla di governare la propria mente emozionale.

Spiega i tre gradi del paesaggio emozionale (emozione, condizione emozionale, attitudine emozionale o temperamento)

Parla di crescere in pienezza ed eccellenza attraverso le emozioni, cercando di arrivare all'aretè, cioè l'eccellenza al suo massimo grado espressivo e funzionale.

Dice giustamente che l'emozione è ovunque, e crea il mondo sociale.

Spiega poi un metodo, basato su quattro strategie (consapevolezza, presenza/volontà, mente fisica e mente pensante), costituito da 25 esercizi ispirati a varie tipologie di discipline, così suddivisi:
ampliare la consapevolezza (9 esercizi)
rendere salda la volontà (6 esercizi)
agire con cura sulla mente fisica (6 esercizi)
governare la mente pensante (4 esercizi)

Il libro si conclude con una conversazione tra lui e Heidi, ormai adulta, qui vista come Nume Tutelare, dove parlano di filosofia, neuroscienze, emozioni, morte, meraviglia, doverizzazioni, paura, coraggio, ansia, ottimismo, amore, rabbia, consapevolezza della nostra vulnerabilità, tristezza, senso di colpa, rimorso, invidia, vergogna, accettazione di sè, felicità, senso di gratitudine e amabilità (l'insieme di flessibilità, adattività, coerenza, energia, stabilità, meraviglia, empatia, resilienza e ironia).

Questa conversazione si avvia alla chiusura con questa frase "E' stato davvero bello averti avuta qui, Heidi. Ecco, ricordavo di te la tempra e il carattere di un essere umano eccezionale, sin da bambina. Adesso ho scoperto che sei anche una persona... amabile. Dici sempre "credo" e "penso"; non usi mai "è"."
Ecco, la parte che ho sottolineato mi ha fatta sorridere quando l'ho letta, perchè è una cosa che io mi sento dentro da sempre, e cioè di non voler dare, nei limiti del possibile, un limite "mio" a quel che dico, perchè appunto quel che dico è quel che penso e credo io, e non quello che E' in assoluto. E apprezzo molto questo comportamento anche quando lo riscontro in altre persone.

Diciamo che il libro subito non mi prendeva molto, credo per il ritmo, un po' lento per quelli che sono i miei gusti, ma ad altri magari non piacciono libri con ritmi più veloci, quindi va bene così.

La parte della conversazione con Heidi mi è piaciuta molto, fin da subito, dalle prime pagine di questa conversazione lunga 34 facciate, non per Heidi (anche se da piccola la adoravo), e nemmeno per la frase finale (letta ovviamente solo alla fine), ma appunto credo per il ritmo, diverso, più veloce, durante la conversazione, e ovviamente per gli argomenti, molto coinvolgenti!

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lunedì 11 dicembre 2017

Piccolo/grande consiglio per ipersensibili in crisi, e work in progress mio

Dunque, questo non è un mio post solito, su un libro...
Questo è diverso...

Ieri e l'altro ieri ho partecipato ad un corso/seminario sul public speaking, che però mi ha anche fatto venire in mente questo piccolo/grande consiglio da dare ad eventuali ipersensibili in crisi che passassero da qua.

E' una cosa che ha aiutato moltissimo me in quest'anno, e quindi potrebbe tornare utile anche ad altri.

Ma partiamo dal principio, altrimenti non si capisce nulla...

Dunque, un anno fa, io non ero così... cioè, sì, ipersensibile ovviamente lo ero, ma stavo malissimo dentro... un male grande grande grande (e non vado oltre, ma chi è ipersensibile può sicuramente capire)

Ad un certo punto, a inizio 2017, mi sono fatta davvero paura... e ho iniziato a cercare corsi di psicologia positiva...

Cercavo e cercavo, e mi saltava fuori sempre un corso (o meglio, due, ma l'altro era per addetti ai lavori, quindi psicologi, e io quindi non posso)

Alchè ho iniziato a girare per il sito web di chi teneva quel corso che mi saltava sempre fuori ad ogni ricerca su psicologia positiva...

Ed ora faccio una piccola premessa per far capire meglio il seguito: nell'estate del 2012 è morta mia nonna materna, che per me era come una mamma... e in quell'estate, dopo la sua morte, ho avuto una serie di sogni strani...

Uno quest'anno sono arrivata a capirlo...

Nel sogno, una signora dai capelli lunghi e scuri mi veniva incontro con un ombrello rosso per ripararmi dalla pioggia...

Ricordo che ne ho parlato con mia suocera e mia cognata, per il fatto che quella signora io non sapevo chi fosse... ma al solito dicono che sogniamo solo volti già visti... assomigliava un po' ad una mia ex collega, ma non era lei... ho pensato anche che potessi essere io tra qualche anno, ma non credevo possibile non riconoscermi proprio... era proprio una persona che non conoscevo...

Ricordo che mia suocera ha detto che comunque sembrava un sogno positivo, e io avevo detto di sì, dicendo che il rosso al solito simboleggia l'amore...
Questo nell'estate del 2012...

Ora, torniamo a inizio 2017... ricerche su psicologia positiva... trovo quel sito... inizio a guardare qualche video di chi tiene questi corsi... è una signora dolcissima con i capelli raccolti...

Poi un giorno vedo un video in cui ha i capelli sciolti...
Sono rimasta sbalordita...
Era la signora dall'ombrello rosso!

Ho guardato tutti i suoi video, e pian piano sono uscita da quello stato emotivo bruttissimo in cui mi sono ritrovata dopo qualche anno di umore che scendeva scendeva scendeva, inesorabilmente, da dopo la morte di mia nonna, per i motivi più vari, all'inizio per la sua morte, poi per motivi emotivi familiari (famiglia di origine) che si protraggono da anni e anni, poi per motivi emotivi dovuti alla famiglia acquisita (anche in questo caso, che si protraggono da anni), e infine, ma assolutamente non meno importante, per motivi emotivi di coppia, che anche in questo caso si protraggono (protraevano?) da anni. Il tutto probabilmente molto molto legato al fatto di essere hsp, non compresa da chi mi sta intorno...

Dal 2012 in poi è stata proprio una discesa continua del mio umore... fino ad arrivare all'inizio del 2017, appunto.

E in questi video questa signora riporta piccoli pezzi che poi fanno parte dei suoi libri, e dei suoi corsi... quindi è con il suo metodo, che, anche solo attraverso i video, è riuscita a farmi passare dall'apatia più buia, alla proattività vera (ora vorrei avere le giornate con le ore almeno raddoppiate, ed energia ovviamente raddoppiata o triplicata, per poter fare tutto quello che ho in mente!!!)

Praticamente con un ombrello d'amore mi ha riparata dalla depressione in cui ero caduta o stavo cadendo.

Ecco, quindi, il consiglio che durante questo we di corso mi è venuto in mente di mettere sul blog è che, se passasse di qui un ipersensibile in crisi, o qualcuno che conosca qualcuno in questa situazione, iniziate col guardarvi tutti tutti tutti questi video su facebook ---> https://www.facebook.com/pg/lucia.giovannini/videos/?ref=page_internal

So che li avevo già segnalati da mesi nei link consigliati, ma volevo fare proprio una segnalazione a parte, per farne capire l'importanza e l'efficacia!

Poi, nel titolo ho segnalato che avrei parlato anche di "work in progress" mio, e quindi di quello che sto facendo. 

Dunque, quest'estate avevo accennato in questo post al fatto che avevo deciso di iniziare un percorso di studi di 2 anni, che comunque poi avrà sempre qualche altro aggiornamento da fare con qualche corso in seguito...

Bene, ho deciso di condividerlo, perchè anche questo può tornare utile a qualcuno...

Ho iniziato il 5 novembre con un corso sui "4 colori della personalità", come ho segnalato anche con un PS a fine post del libro omonimo.

Il we scorso, quindi il 9-10 dicembre, ho frequentato un corso su "public speaking e presentation training", perchè essendo una timida timidona, e volendo diventare una coach, come vedrete dai prossimi corsi che segnalerò, ho deciso di prendere di petto questa mia timidezza. Il mio corpo credo abbia tentato di boicottarmi però, perchè ho iniziato ad avere mal di gola 4 giorni prima... malessere... e 1 giorno prima del corso ero afona e con la febbre a 37.7... e il prossimo corso di questo tipo ci sarà tra 2 anni... wow...
La sera prima della partenza la febbre sembrava quasi scesa... la mattina prima di prendere il treno non avevo febbre, e sono partita... acciaccata, con la tosse, col primo giorno di ciclo in atto (in anticipo di 2-3 giorni), ma caparbia!

Ammetto che per me è stato un corso a tratti difficoltoso, nel senso che le spiegazioni di public speaking non facevano una piega, le sentivo pienamente mie... però la parte del presentation training, caspita, per una timida è difficilissima... e a maggior ragione per una persona ipersensibile... nel senso, credo sia per il fatto che noi ipersensibili non amiamo "rompere le scatole" agli altri con discorsi che agli altri non interessano, ma ecco, non so se sia per questo o solo per timidezza, ma facevo fatica... dovevamo parlare, a gruppi ristretti, di quello che ci pareva, per tot minuti, in un modo specifico... e tendenzialmente, il modo mi veniva spontaneo nella maniera abbastanza corretta (infatti come dicevo, la spiegazione del public speaking che hanno dato la sentivo mia), ma faticavo a dirmi "dai, su, spiega questa cosa, fatti coraggio!", cosa che invece non sento se parlo di cose che mi piacciono con persone che mi ascoltano per interesse verso questo tema specifico.

Però, vabbè, analizzando meglio, il mio gruppo certo era lì per vedere se seguivo quello che ci è stato insegnato, ma visto che tendenzialmente mi veniva abbastanza spontaneo, a parte la voce che non aveva potenza per ovvi motivi, ecco, analizzando meglio, sì, era tutto dovuto alla mia timidezza... mannaggia... che difficile che era a momenti...
Vabbè... :-)

Comunque, torniamo a noi e al percorso di studi che ho iniziato.
A giugno seguirò un we sul metodo TUAV che, tramite quei video mi ha risollevata dal posto buio dove ero finita.

Sempre a giugno inizierò un corso che durerà 2 anni, su pnl etica (no marketing), neurosemantica (che è praticamente un'evoluzione della pnl), e coaching, e, all'interno del corso di 2 anni c'è compreso questo bellissimo corso di un we.

L'anno dopo, quello in cui si concluderanno i 2 anni, voglio fare il corso per la certificazione come coach TUAV, e anche il corso per la certificazione 4 colori.

Ma tornando un attimo al corso di questo we, sabato ci è stato assegnato un compito da fare in serata e da portare il giorno dopo, al corso: dovevamo creare massimo 6 slide su un argomento a nostra scelta, per poter fare una presentazione di 6 minuti seguendo gli insegnamenti che ci sono stati dati nel corso.

Penso che difficilmente dimenticherò quella sera, nel b&b dove avevo prenotato, dove mi è stata data una bellissima camera, accogliente, colorata, che mi faceva sentire "a casa", sul divanetto, ancora un po' acciaccata dalla febbre del giorno prima, con solo un ipad mini, a fare queste slide usando Canva (mai usato prima, ma che avevo sentito consigliare in un bellissimo gruppo facebook di "smartwomen"), io che slide non ne avevo mai fatte... è stata una bellissima serata! :-)

Ora, qui non posso far vedere (perchè al momento non me la sentirei di fare video) molte cose che ci sono state insegnate al corso, come la postura, la gestualità, la cadenza, o far sentire il tono di voce, ma volevo condividere le slide che avevo creato (poi la mia presentazione nel gruppo è stata, per limiti di tempo, corta, perchè l'orario stava finendo... erano quasi le 18... c'erano ancora saluti e altre cose fa fare... e c'era chi doveva seguire degli orari per il ritorno a casa, come nel mio caso che avevo il treno prima delle 19), ma vorrei mettervela qui, perchè riguarda anche questo blog.



Con la slide di partenza volevo spiegare il perchè il coaching è così importante per le persone hsp, perchè spesso, per noi, è proprio come aiutarci a non cadere nel baratro.


Perchè spesso noi hsp tendiamo a chiuderci in noi stessi, dopo le batoste che riceviamo dal mondo esterno... e può anche "funzionare" per un po'... ma poi questo chiuderci in noi stessi ci si ritorce contro, perchè al mondo siamo tutti animali sociali, tutti connessi l'uno all'altro.


Essendo hsp il 20% circa della popolazione, dati alla mano, in Italia siamo circa 12.000.000, di cui 8.400.000 introversi e 3.600.000 estroversi. 12.000.000 di persone che vengono facilmente subissate dagli stimoli, interni ed esterni, data la loro ipersensibilità neuronale, e che spesso hanno bisogno di momenti di "decompressione", perfezioniste, che spesso rimuginano su quanto successo, che si fanno prendere dai sensi di colpa, che faticano a dire di no agli altri, lasciando se stessi in secondo piano, ma sono anche persone che odiano le ingiustizie, l'ipocrisia, notano sfumature di comportamento che ad altri sfuggono, sono empatiche, creative, socievoli, e che amano aiutare gli altri.


Spesso il confronto col mondo esterno ci porta ad avere bassa autostima, quindi in un primo momento tentiamo di uniformarci agli altri, per cercare di essere accettati, ma questo spesso non avviene, perchè comunque tentiamo di calarci in un ruolo non nostro... e invece essere se stessi, al meglio di quanto possiamo, è il più bel regalo che possiamo fare a noi stessi e al mondo.


Nel mio caso ho trovato molto molto utile il metodo TUAV per ritrovare la mia autostima e la vera me stessa, ma anche il metodo dei 4 colori della personalità può portare molti benefici, perchè se il mondo arrivasse a ragionare in termini di colori della personalità, sarebbe più facile capirsi, e quindi ci sarebbe molta più accettazione nelle varie relazioni sociali.
E quindi ho deciso di formarmi su questi 2 metodi, oltre che pnl etica, neurosemantica, e coaching, per provare a portare questi 2 metodi nelle aziende, nelle scuole (se non ho capito male è riconosciuto dal Miur), e tra i privati della mia città. 


E per concludere la mia presentazione al corso, volevo chiedere, come sarebbe se il mondo fosse improntato, tutto, su un messaggio del tipo "Io sono ok! Tu sei ok!"?


Già, come sarebbe? :-)



P.S.: a novembre, essendo il primo corso, avevo il cartellino col nome scritto a pennarello... al corso appena fatto avevo ancora lo stesso, non avendo pensato il mese scorso di personalizzarlo... ma dal prossimo corso avrò il cartellino personalizzato a mano da me :-)
Ci sarà una farfalla (simbolo degli hsp), un fiore multicolore (come mi sento dentro di me), e il mio nome, multicolor ovviamente! :-)
Eccolo!

martedì 28 novembre 2017

Mi Merito il Meglio (Lucia Giovannini)

Lucia Giovannini ha un Doctorate in Psychology e Counselling, un Bachelor in PsychoAntropology ed è membro dell’American Psychological Association.
E' Master Trainer di Firewalking, Trainer di Programmazione Neuro-Linguistica e Neuro-Semantica (ISNS Usa), Coach certificata (ACMC Usa), Master Trainer di Breathwork, ed è la coordinatrice europea del Movimento del Labirinto Veriditas.
E' l‘insegnante degli insegnanti del metodo Louise Hay per Italia, la Svizzera italiana, la Thailandia e Singapore ed è stata spesso definita dai media “la Louise Hay italiana”.
E' co-fondatrice di BlessYou!, e co-direttrice della scuola di PNL, e Coaching LUCE® Libera Università di Crescita Evolutiva e dell’Istituto di Neuro-Semantica.
Nel suo lavoro si innesca una particolare sinergia tra tecniche di psicologia tradizionale, pratiche motivazionali e antichi rituali, rendendo i suoi seminari qualcosa di unico ed originale.
Vive alcuni mesi all'anno nel sud est asiatico, tra Thailandia, Singapore e Bali col marito Nicola e il cane Caligola.
Da circa 20 anni tiene corsi e conferenze, per privati ed aziende, in tutta Europa e in Asia e nel 2008 ha fondato il metodo Tutta un’altra vita®. 



Ho letto questo libro quest'estate, ma ne parlo solo ora, purtroppo, perchè tra le varie peripezie di quest'estate e vari altri problemi di quest'ultimo periodo, non trovavo mai un momento "giusto" per dedicargli il tempo che merita!

E' un libro che mi ha aiutata molto, in un periodo davvero particolare...
Un libro che ha indirizzato in modo ancora più proattivo il cambiamento che già stava avvenendo in me da qualche mese... 

Dunque, inizia parlando di felicità, o meglio, di serenità, che è molto molto meglio della felicità, riprendendo anche gli studi fatti da Martin Seligman, e puntualizzando giustamente che questo libro si focalizza sull'essere la miglior versione di sè stessi, e non essere in competizione con altri, anche perchè un confronto tra "noi oggi" e "noi ieri" ci porta proattivamente a voler fare di più, ad essere più vitali, e quindi più felici, mentre qualsiasi confronto con gli altri ci porta a  competizione, aggressività, prepotenza e prevaricazione, e ci allontana dalla felicità.

Spiega quindi come è nato questo libro (un modo molto particolare), come è strutturato, e perchè è formato da 40 "lezioni".

Inizia quindi a parlare del virus dell'affluenza, chiedendo cosa dà significato alla nostra vita, e se abbiamo contratto appunto il virus dell'affluenza (voglia di potere e possesso solo per avere approvazioni dagli altri, e quindi solo per l'apparenza), che porta a stress, depressione, ansia, insoddisfazione, assuefazione a varie cose, e disturbi della personalità. Quindi a non essere più se stessi.

Chiede se siamo pronti ad essere felici, evolvendoci, ritrovando noi stessi, senza rimandare a un momento imprecisato che riteniamo più opportuno, quindi ribaltando il paradigma "Avere-Fare-Essere" (tipico del virus dell'affluenza), in un paradigma molto più utile e funzionale, e cioè "Essere-Fare-Avere".

Chiede se stiamo dalla parte degli effetti o delle cause, e spiega come passare dalla parte delle cause con proattività, responsabilità, e con osservazione.

Parla di film mentali, del potere delle parole, dei significati che diamo alle esperienze, di impegni cognitivi prematuri (condizionamenti) che a volte spingono a scelte che non si vogliono davvero, fino ad arrivare a parlare di addomesticamento umano (Abraham Maslow), di ego, ego sottosviluppato ed ego sano, e parla quindi di autostima (stabile e incondizionata) e autoefficacia (variabile e condizionata).

Inizia quindi a parlare di zona di comfort, funzionale in certi casi, ma disfunzionale in molti altri, di zona di discomfort e di zona di libertà, arrivando alla zona d'ombra, che consiglia di smettere di rifuggire e invece riconoscerla.

Insegna a dare nomi ai nostri "fantasmi", come se fossero dei draghi (il mio si chiama Timidoso, ed è un timido drago pauroso), in modo di abbracciare le nostre "crepe", e spiega la differenza tra eccellenza e perfezione.

Consiglia di prendersi tempo per cogliere doni e risorse che il nostro drago nasconde, perchè quando si resiste ad un proprio drago ci si contrae.

Consiglia di capire per bene le emozioni che proviamo, anche quelle negative, con accettazione (che fa evolvere) invece che con rassegnazione (che porta solo tolleranza).

Insegna che è importante imparare a cadere, accettando i feedback per migliorarsi, e usando la resilienza, con le sue fasi: incontro con l'ostacolo, esperienza di perdita, processo di confronto con noi stessi, riemersione.

Ci consiglia di chiederci chi siamo senza le nostre convinzioni limitanti, chiedendoci se quel che pensiamo è sempre vero, quanto ci costa, quali vantaggi ha portato finora, e in quali altri modi possiamo mantenere questi vantaggi.

Spiega che siamo animali sociali, che l'inferno o il paradiso sono nella nostra testa, e le relazioni sono una via verso l'evoluzione, e ci permettono di sviluppare consapevolezza, gentilezza, compassione, perdono, rispetto e pazienza.

Dice che è importante ritirare le proiezioni della nostra parte ombra proiettate sugli altri, perchè spesso giudichiamo negli altri ciò che noi per primi facciamo fatica ad accettare.

Chiede se preferiamo avere ragione o essere felici, perchè tentare di tenere sotto controllo le azioni degli altri è una strada sicura per l'infelicità, in quanto la mappa non è il territorio.

Parla poi di empatia, di imparare ad ascoltare, di riconoscere le emozioni (proprie ed altrui), di cambiare il significato che si dà a un attacco altrui, dà la ricetta dell'ininsultabilità in 4 punti, e parla della differenza tra persona e comportamento.

Dice che anche quando non scegliamo una risposta, in realtà stiamo scegliendo, e poi potrebbe essere troppo tardi, e quindi parla dell'importanza di imparare a comunicare, imparare a chiedere, scoprire le alternative possibili che vadano bene ad entrambi, e quindi gestire i conflitti senza chiusura emotiva, insulti, sarcasmo, giudizio e condanna, arrivando a parlare di disarmo interiore, sviluppare la compassione sotterrare l'ascia di guerra e non i problemi.

Parla dell'importanza di ritrovare il significato, saper attendere e lasciar andare, quindi non pre-occuparci, vivere il presente pienamente, credere fermamente di meritare di essere felici, fidarsi che tutto avviene per il nostro bene.

Dice che il primo passo per essere felici è accettare i problemi e le emozioni dolorose.

Dice anche che la sensazione di scarsità crea senso di sfiducia, ma non c'è scarsità di risorse: sono solo maldistribuite.

Arriva a parlare di spiritualità, cioè la sensazione di essere connessi a qualcosa di più alto e grande di noi, che porta gioia e pace.

Parla di crescita, che è evoluzione, al contrario del "tutto e subito" che invece è rivoluzione, tumulto, agitazione e distruzione.

La crescita e il cambiamento richiedono tempo e costanza, consiglia quindi di liberarsi dalla trappola dei troppi impegni, seguire le scelte ottime e gli obiettivi eccellenti, imparare a dire di no, e arriva a parlare dell'importanza di un sabbath per la felicità.

Dice che da vari studi si è arrivati a capire che il raggiungimento della felicità e la realizzazione della propria personalità sono una cosa sola, e quindi chiede quali sono i nostri talenti (e in questo punto riconosco il video di cui parlavo in questo post del libro "Tutta un'altra vita").

Parla di cambiamento intenzionale, di felicità, del significato della vita, dell'importanza di  aiutare qualcuno per essere felici, e del fatto che spesso ci si evolve seguendo qualcuno che ci mostri la via, ma sempre impegnandoci in prima persona, mettendo in pratica in prima persona, e non solo imparando nozioni.

Ecco, ci ho messo parecchio tempo a scrivere di questo libro, ma assolutamente non perchè non mi sia piaciuto, anzi!
Ci ho messo del tempo perchè ho dovuto anch'io far passare il giusto tempo per poterne scrivere in maniera consona, come merita.

E' un libro che leggerlo è stato come un lungo abbraccio.

Un libro che ora, per riassumervelo, ho praticamente riletto, e me lo sono rigoduto nuovamente, forse anche più di quest'estate!

Bello bello bello e consigliatissimo!!!
 

lunedì 29 maggio 2017

Tutta Un'Altra Vita (Lucia Giovannini)

Lucia Giovannini ha un Doctorate in Psychology e Counselling, un Bachelor in PsychoAntropology ed è membro dell’American Psychological Association.
E' Master Trainer di Firewalking, Trainer di Programmazione Neuro-Linguistica e Neuro-Semantica (ISNS Usa), Coach certificata (ACMC Usa), Master Trainer di Breathwork, ed è la coordinatrice europea del Movimento del Labirinto Veriditas.
E' l‘insegnante degli insegnanti del metodo Louise Hay per Italia, la Svizzera italiana, la Thailandia e Singapore ed è stata spesso definita dai media “la Louise Hay italiana”.
E' co-fondatrice di BlessYou!, e co-direttrice della scuola di PNL, e Coaching LUCE® Libera Università di Crescita Evolutiva e dell’Istituto di Neuro-Semantica.
Nel suo lavoro si innesca una particolare sinergia tra tecniche di psicologia tradizionale, pratiche motivazionali e antichi rituali, rendendo i suoi seminari qualcosa di unico ed originale.
Vive alcuni mesi all'anno nel sud est asiatico, tra Thailandia, Singapore e Bali col marito Nicola e il cane Caligola.
Da circa 20 anni tiene corsi e conferenze, per privati ed aziende, in tutta Europa e in Asia e nel 2008 ha fondato il metodo Tutta un’altra vita®. 



Ho letto questo libro in un momento di cambiamento mio, interno.
Sono arrivata a lei cercando eventuali corsi di psicologia positiva.
Era l'inverno scorso... ero in un momento che, anche se in teoria non avrebbe dovuto essere "nero", mi sentivo invece così, attorniata da persone "negative"... e non mi andava più bene!
Ho deciso che dovevo darmi una smossa interna!
Ricordo di aver guardato un suo video, in cui diceva che dovremmo cercare di ricordare cosa volevamo quando eravamo bambini, piccoli, e da lì partire...

Da piccola volevo varie cose, a seconda dell'età... all'asilo piangevo, perchè c'era confusione e volevo stare a casa con mia nonna, e le suore, quando ero proprio inconsolabile, mi prendevano dalla mia classe (avevo una maestra dolcissima di nome Giovanna, ma io volevo comunque mia nonna), e a quel punto le suore che gestivano l'asilo (una in particolare, Suor Maria), mi trattavano come fossi una loro vera figlia e mi portavano al piano di sopra, a fare i lavori di casa con loro, e lì mi calmavo. In quel periodo dicevo che volevo fare la suora, ma probabilmente non vedendola dal punto di vista della vocazione, che non ho, ma dal punto di vista del fare del bene.

Poi alle elementari ho avuto una maestra bravissima: Maria Nadir. Era davvero super!
Brava, preparata, moderna nell'insegnamento per gli anni '80.
Per non lasciare giustamente indietro nessuno, avendo un caso "particolare" (senza però bisogno di sostegno) in classe, si era inventata e munita da sola di materiale particolare per insegnare, in modo che tutti potessimo seguirla. E parliamo degli anni '80 e quindi di quello che poteva trovare in quegli anni, per essere di aiuto.
E io in quegli anni dicevo di voler fare la maestra.

Poi alle medie ho avuto altri buonissimi insegnanti, ma in famiglia mi è stata "passata" l'idea di dover studiare qualcosa che portasse a un lavoro più o meno sicuro e rapidamente trovabile... quindi, vabbè... ho smesso di pensare a cosa volevo davvero... e ho studiato ragioneria... e per anni ho fatto l'impiegata amministrativa-contabile...

Ma con quel video si è risvegliato in me il ricordo di quando ero piccola, piena di "amore" (ricordo che mi sentivo "un'anima buona") e con tanta voglia di essere di aiuto, e di fare del bene...

E con questo libro, quel ricordo si è risvegliato ancor di più!

E' un libro che accompagna appunto nel percorso di "risveglio".
Che sprona a cercare di porsi obiettivi raggiungibili, e poi impegnarsi per raggiungerli.

Parla di cambiamento, e di accettazione del cambiamento.

Parla di zona di potere (noi) e della zona su cui non abbiamo potere (il mondo).

Parla di respons-abilità, e quindi dell'abilità di rispondere agli eventi.

Parla di zona di comfort. Di piacere e di felicità. Delle cornici della mente. Di Matrix, cioè di come abbiamo vissuto in passato e di come ciò ci condiziona nel presente e nel futuro.

Parla delle 3P (personalizzazione, pervasività in ogni ambito della vita e permanenza nel tempo).

Parla della Matrice del Sè (autostima ed essenza), delle 3A (accettazione, apprezzamento e ammirazione), della Matrice Personale (autoefficacia e saper fare), della Matrice degli Altri (mezze mele o mele intere, "ti amo se...", e relazioni interpersonali), della Matrice del Tempo (rapporto col tempo, e in che tempo vivi tra passato, presente e futuro) e della Matrice del Mondo.

Poi spiega come "riprogrammare Matrix". Stabilire una meta, parla di autorealizzazione, di tornare a sognare. Creare la propria mappa del proprio futuro.

Parla dei sette passi per riuscirci, quindi rappresentare gli obiettivi specifici e possibili, altamente motivanti, in positivo, dividendoli in tappe, capendo cosa serve per fare ciò che vogliamo, controllando che siano obiettivi in linea con le persone che vogliamo essere, e darci dei parametri specifici che ci facciano capire quando saremo arrivati dove volevamo.

Poi passa a spiegare gli assi del cambiamento, la consapevolezza, la motivazione, la decisione, la creazione e la solidificazione. Gli strumenti di trasformazione, quindi le parole, la dieta linguistica, l'ottimismo, sfruttare le 3P in positivo, la meditazione, il perdono, il potere della paura, e altro che scoprirete se leggerete questo libro.

E' un libro che consiglio vivamente a chi sente di dover cambiare, o sta vivendo suo malgrado un cambiamento, e quindi ha bisogno di accettarlo e magari farlo diventare qualcosa di positivo.
Dà molti spunti, molti input da cui partire per lavorare su se stessi, perchè giustamente poi il lavoro più grosso ognuno lo deve fare da sè, internamente.

Libro molto bello, che mi sento di consigliare senza alcun dubbio!